Viva le lettere ai giornali e viva i giornalisti che pubblicano i commenti

Trascrivo integralmente la lettera pubblicata da Corrado Augias su La Repubblica del 25 luglio. “Integralmente”, ho scritto, giacché Augias per mancanza di spazio, taglia sempre qualcosa. Le lettere, però, sono più belle, anche se brutte, così come i lettori le scrivono.
«Chi me lo fa fare? La fatica per scrivere un libro non è proporzionata alla soddisfazione che ho di vederlo pubblicato. Grande soddisfazione la prima volta per il primo libro, quando l’ho visto nelle librerie, poi la delusione di apprendere che ben poche persone lo avevano acquistato e quindi letto. Un po’ di soddisfazione la seconda volta e poi l’immancabile delusione… e la terza e poi… e la quarta… E infine il mio bravo ultimo editore Francesco Bogliari (Mind Edizioni, Milano) mi fa pure sapere che ormai pubblica solo libri commerciali. Niente saggi su argomenti religiosi, soprattutto se controcorrente. E così mi sono detto basta, niente più libri, niente più fatiche. Mi diverto di più a scrivere brevi articoli qua e là su siti internet, e una valanga di lettere ai giornali. Ma sì, queste mi hanno dato più soddisfazione dei libri. Mi hanno scritto in tanti, mi hanno fatto bei complimenti. La fruttivendola di cui parlai un anno fa in una lettera, la fruttivendola colta, che parla in buon italiano, ancora oggi mi tratta con gratitudine ed è sempre sorridente. E che dire della sarta sulla quale pure scrissi una lettera? Mi saluta sempre col gesto della mano e mi sorride da dietro la vetrina, quando passo davanti al negozio. I sorrisi sono importanti. E il caffè macchiato, buono, cremoso, abbondante, non è forse il compenso per una letterina sul giornale riguardo alla cortesia e alla grazia di una giovane barista? Insomma: viva le lettere ai giornali e viva i giornalisti che le pubblicano».
Bene, adesso sul blog de L’Espresso curato dalla dottoressa Stefania Rossini, leggo il seguente commento: “Signor Pierri, lo sa che io ho ritagliato alcune Sue lettere scritte ai giornali? Non perda l’abitudine di scrivere e divulgare: è sempre un piacere leggere il suo punto di vista, arguto ed originale, che coglie nel segno. Una Sua ammiratrice. Bruna”. Che dire? Grazie signora Bruna e viva le lettere ai giornali e viva i giornalisti che pubblicano i commenti.

Renato Pierri

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