Viva il garantismo che garantisce solo i corrotti

Oggi “storica” discussione nel nostro parlamento, si affrontavano le dimissioni di Minzolini, deputato di FI condannato a due anni e mezzo per peculato.

Il fulcro era quel “garantismo” ritenuto dai parlamentari, e solo da quelli, un valore da difendere oltre ogni dubbio, un valore alla base di quella democrazia distorta e corrotta, che loro tutti rappresentano nel migliore dei modi.

Garantiti dalle lunghezze processuali, dalle sistematiche prescrizioni, dai salvataggi parlamentari sono tutti loro, senza nessuna differenza di bandiera o colore. Le accuse che sovente gli vengono rivolte sono prima oggetto di querele varie, poi di veri e propri muri di omertà , per poi passare a quelle ridicole ed inutili commissioni parlamentari che nel 90 % dei casi ritengono non sussistenti le accuse e rimandano al mittente, le procure, il fascicolo con tanto di pernacchio ed applausi da curva.

Peccato che uguali garanzie non siano mai fornite a tutti i cittadini, ma riguardino esclusivamente gli autori materiali di una corruzione talmente visibile da far crollare ponti e strade, case e città , da non lasciare intonsa nessuna piccola parte dell’ economia italiana, dal cinema, all’ arte, alle opere pubbliche, alla sanità , agli appalti super milionari, sino ad arrivare anche a dirigere le assunzioni, in ogni anfratto del paese.

A Cucchi, ad Aldobrandi, ad Uva ed a tutti quelli barbaramente uccisi da gente che si nasconde dietro divise e stellette che non merita di portare, non è stata garantita neanche la vita. A loro sono state “garantite” le botte, le torture, di uno Stato che non ha paura di torturare e di negare di farlo e di promuovere chi lo ha fatto.

Oggi, anche se solo fra le righe, solo in quel giochetto parlamentare che ormai poco ci interessa, ci è stata comunicata una cosa con la massima trasparenza, una cosa che il marchese del Grillo avrebbe riassunto in quelle poche parole che tutti ricordiamo: “noi siamo noi … e voi non siete un cazzo”.

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