Vieni Avanti fallito

Mentre l’Italia brucia, la povertà aumenta e i simboli della lotta alla mafia vengono deturpati, la Rai ci presenta, a tutte le ore, il libro di Renzi: “Avanti”.

Se qualcuno ancora nutriva il dubbio che gli assunti nel sistema d’informazione statale fossero direttamente legati ai politici del partito maggioritario in parlamento ora possono tirare un sospiro di sollievo, nessun dubbio, è proprio così !

Eppure ci sarebbero ore ed ore di trasmissione da poter dedicare ai fallimenti di un partito e del suo leader, che penso non abbiano paragoni nel globo intero, ci si potrebbero scrivere commedie chilometriche sui suoi continui strafalcioni culturali e linguistici, sui rapporti poco chiari con i figli dei banchieri e con i faccendieri amici del padre, ed invece si preferisce dedicare tempo e nostri soldi ad uno psicopatico (parola di Letta) che fa disgusto (è sempre Letta a dirlo), in linea con lo stato dei programmi della tv nazionale, escluso Blog.

Si potrebbe cominciare dal famoso slogan “non vi lasceremo mai soli”, che ormai i terremotati del centro Italia interpretano più come una minaccia che come una promessa, per passare ad una povertà che aumenta a dismisura, colpendo sempre maggiormente chi già prima aveva difficoltà, a riprova dell’incapacità di questo partito che vuole governare credendo di saper governare, per finire con la tragedia dei roghi che ha colpito l’intero Sud, figlia delle “lungimiranti” decisioni di un fallito che pur di ottenere un voto in più ha distrutto l’intero apparato di controllo e prevenzione del paese.

E il nostro caro ex premier ci scrive pure un libro, che sicuramente sarà acquistato da tutti gli iscritti, costretti a farlo, un po’ come fece il presidente della Federcalcio italiana, tal Tavecchio, un nome un simbolo, che fece acquistare 20mila copie a tutti gli iscritti alla federazione.

Un vieni “Avanti” fallito che forse decreta definitivamente la fine di questo “signore” e di tutta quella schiera di proseliti e di correi che lo ha accompagnato per questo suo breve e nefasto cammino; una specie di testamento, che si sarebbe potuto risparmiare, se fosse capace di intendere e volere, ma non stiamo parlando di un personaggio di tal spessore.

Il Pasquino

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