Una stella imbrattata di sangue

Palestina massacrata, Palestina dimenticata, Palestina uccisa, Palestina che resiste, Palestina che continua a vivere, Palestina bombardata, Palestina che si ribella, Palestina sparata, Palestina libera, Palestina occupata.

Non più uno scudo, quella stella, ma il simbolo di un popolo che massacra, che uccide, che ruba, che infanga la sua storia, il suo passato ed il suo presente.

Stella di David sulle camice di chi finiva nei campi di concentramento, stella di David su chi ora i campi di concentramento li fa, li crea con le proprie mani, ci mette dentro donne, bambini, anziani, nello stesso silenzio di quel mondo che accompagnò l’olocausto.

La ribellione contro il sopruso, contro l’odio indecifrato ed ingiustificato, come quella che avvenne nel ghetto di Varsavia, ora vive a Gaza, su quelle terre dove giovani ed anziani urlano i loro diritti, e dove cecchini, non più con le svastiche, ma con la stella di David, cancellano quelle vite e la loro storia, la loro dignità, i loro ricordi.

Il mondo tace, alcuni addirittura plaudono, successe anche 70 e passa anni fa, succede ancora. Purtroppo chi fu vittima allora oggi è carnefice, le lacrime ed il sangue di chi li ha preceduti non ha insegnato a questa gente nulla, ha solo acuito il loro odio verso gli altri, verso quelli che oggi ritengono loro nemici, ed hanno imparato da chi ha massacrato i loro familiari, i loro avi … e si comportano come i nazisti.

Una stella che si trasforma in svastica, davanti ad occhi che non vedono, cuori che non sentono, anime che fuggono, sentimenti che dimenticano.

Una stella dalla quale ancora gronda il sangue di chi sperava che il mondo fosse diverso ed al quale si mischia il sangue di chi dimostra che nulla è cambiato ancora e che l’olocausto ancora non è finito.

Il Pasquino

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