Un milione di euro per guardare il Vesuvio bruciare

In verità l’importo previsto dalla città metropolitana di Napoli era ben più alto, 1milione261mila euro, di cui 53mila della Regione Campania.

Un piano per la bonifica e la forestazione del Parco nazionale del Vesuvio e di tutte le aree limitrofe, per la messa in sicurezza dagli incendi, prevenzione degli stessi e spegnimento, approvato nel Novembre 2011.

Un piano che prevede l’esecuzione dei lavori nel Maggio 2016, con fine degli stessi nello stesso mese del 2017 ed un collaudo nel Luglio 2017, proprio il mese in cui il Vesuvio è stato lasciato bruciare per giorni.

 

 

 

 

 

Che le responsabilità fossero diffuse, che nessuno si possa ritenere estraneo a quanto è accaduto non solo in Campania, ma in tutto il resto dello stivale, è ormai acclarato dai fatti e dal silenzio di quegli organi Istituzionali che avrebbero dovuto intervenire. Quello che più però indigna è vedere il sindaco della città metropolitana di Napoli farsi il giro delle tv locali per lanciare accuse contro il governo e la Regione Campania e tacere sulle sue responsabilità, qualsiasi siano, anche se derivanti dal mancato arrivo di questi fondi, che da lui non è mai stato denunciato.

Siamo di fronte ad un danno epocale, ad una vera e propria apocalisse ambientale, alla dichiarazione di resa da parte di uno Stato che ha preferito, checché ne dica l’ex capo della protezione civile Gabrielli, investire in banche ed F35 invece che in difesa del territorio, in ambiente e salvaguardia della salute.

De Magistris, come tutti i vertici delle Istituzioni, locali e nazionali, responsabili della mancata prevenzione e del ritardato intervento, benché lautamente finanziati dai soldi dei cittadini, dovrebbero essere obbligati a dare spiegazioni della loro inefficienza e delle loro ormai palesi ed ingiustificabili incapacità.

Se quanto paghiamo in tasse esorbitanti non viene neanche speso per salvaguardare le nostre vite e l’ambiente in cui viviamo, ci chiediamo per quale motivo dovremmo continuare a finanziare i furti di cui sono tutti responsabili, i ponti che ci crollano addosso, i mancati controlli, le banche dei bancarottieri fraudolenti, le imprese degli industriali evasori, il Vaticano, quelli che sfruttano gli immigrati e tutto lo schifo di questo paese ridotto in cenere.

Quanto accaduto sul Vesuvio dimostra che non c’è alcuna alternativa in chi siede in quelle stanze, neanche da chi urla ai quattro venti la sua rivoluzione arancione, che chi si siede su quelle poltrone non rappresenta più né il popolo né la Costituzione su cui giura, ma solo quel nugolo di interessi che gira attorno a tutte le emergenze di cui campa la mala politica e la malavita.

Ieri poche centinaia di cittadini hanno cercato di svegliare una città addormentata, ormai abituata a farsi prendere in giro dai potenti, mentre pochi secoli fa era esempio di indipendenza e di coraggio. Ed è proprio sull’indifferenza che creano il loro potere e rafforzano la loro arroganza, perché se fossimo in un paese capace di reagire non avrebbero potuto stare a guardare il Vesuvio bruciare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Pasquino

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