Un gabbiano romano intelligente e prepotente

A proposito di alcune mie lettere ai giornali, in cui mi lamentavo dell’abbandono in cui sono lasciate le case di edilizia polare a Roma, mi scrive un caro amico emigrato da molti anni in Germania:
“Io sono stato a Roma nell’agosto del 1969, il traffico era caotico. I gattari, mi pare, lasciassero cibo per i gatti randagi un po’ dappertutto e gli uccelli in certe piazze costituivano un problema non indifferente. E’ cambiato qualcosa?”.
Credo proprio di sì, che qualcosa sia cambiato. L’amata città era più bella allora. Il traffico oggi a Roma non è caotico, è fermo, ordinatissimo, specialmente nelle ore di punta, in moltissime strade, giacché le macchine procedono a passo d’uomo. Quanto ai colombi, adesso non sono solo nelle piazze ma dappertutto, in tutte le strade, poiché in tutte le strade ci sono cassonetti stracolmi di spazzatura, che fuoriesce e si ammucchia intorno agli stessi, una cuccagna per piccioni, topi e gabbiani. E a proposito di gabbiani colgo l’occasione per raccontare la scena cui ha assistito dalla finestra l’altra mattina. Una gattara lascia tutte le mattine, nello spazio tra una macchina e un’aiuola, un piatto di plastica col cibo per le sue amate bestiole. Quando mi sono affacciato, però, intorno al piatto non c’erano gatti ma quattro – cinque colombi. Arriva un bellissimo gabbiano (sono tutti bellissimi i gabbiani), un gabbiano romano intelligente e prepotente, non scaccia i colombi, ma semplicemente afferra col becco il piatto e tenendolo in perfetta posizione orizzontale, si sposta a pochi metri nel mezzo dell’aiuola e ripulisce il recipiente in santa pace.

Renato Pierri

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