“Tempesta emotiva”? Meglio “uragano emotivo”

“Femminicidi, il ritorno del delitto d’onore” è il titolo di un articolo di Concita De Gregorio, e la ministra Bongiorno: “Si torna al delitto d’onore”.

Ed io, iersera tardi, ho avuto lo stesso pensiero, quando ho appreso la notizia: “La Corte di appello di Bologna ha quasi dimezzato la pena a Michele Castaldo, 57 anni, omicida reo confesso di Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione da un mese e che strangolò a mani nude il 5 ottobre 2016 a Riccione”. Secondo la Corte si tratto di una “tempesta emotiva” determinata dalla gelosia, e per questo ha quasi dimezzato la pena all’assassino strangolatore. E se non si trattasse di un fatto gravissimo, verrebbe da ridere, con tutto il rispetto per i signori della Corte. A questo punto converrà consigliare agli avvocati che difendono gli ottusi violenti che maltrattano e uccidono le donne di far presente subito ai giudici che si è trattato di una “tempesta emotiva”, anzi, meglio, di un “uragano emotivo”, così magari l’assassino non finirà neppure in carcere per un giorno.

Renato Pierri

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