“Te ne sei liberata?”. Spot che offende le donne non gli uomini.

La lettrice Simona Rocco, su Italians – Corriere della Sera del 29 novembre, scrive: «Osservo le pubblicità e mi chiedo perché gli uomini non si ribellino. Un uomo e una donna litigano, lui esce di corsa mentre entra un’amica di lei.
L’amica chiede “Te ne sei liberata?”. Immagino cosa succederebbe se un uomo dicesse: “Finalmente mi sono liberato di mia moglie”».
Ma guarda un po’. La lettrice ha notato il sessismo che offenderebbe l’uomo e non ha notato il sessismo che offende la donna. E chiede perché gli uomini non si ribellino. Intanto bisognerebbe sapere contro chi dovrebbero ribellarsi, giacché è molto probabile che lo spot sia stato ideato da uomini. Contro altri uomini? Ma perché danno fastidio gli spot che ricorrono a stereotipi sessisti nei riguardi delle donne, e non gli spot sessisti nei riguardi degli uomini? Semplicemente perché i primi rientrano nella mentalità maschilista che tanto danno ha arrecato nei secoli alle donne e che continua ancora oggi ad arrecare loro. Accrescono perniciosi pregiudizi.
Nello spot in questione, l’amica spiega la ragione del suo litigio col fidanzato: ha il ciclo, e di conseguenza ha mal di testa e mal di schiena, e di conseguenza è instabile, irascibile, volubile, irrazionale. Altrimenti perché ha trattato male il fidanzato? E il rimedio per evitare litigi? Il prodotto pubblicizzato ovviamente!

Carmelo Dini

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