Si ricomincia con il Napoli di Carlo Ancelotti

Non è possibile non iniziare dal saluto a chi ha fatto grandi cose, regalato gioco ed emozioni.

Un saluto sincero ed un grande grazie a chi è arrivato molto vicino ad un sogno che non si è avverato; e qui ciascuno la pensa a modo suo come è giusto che sia.

Dal Napoli di Maurizio Sarri al Napoli di Carlo Ancelotti. Il rettangolo verde visto da un’altra prospettiva.
Niente paragoni. Non gioverebbe né all’uno né all’altro, ma soprattutto non gioverebbe al Napoli che, comunque, è lì e deve corrispondere l’amore di milioni di tifosi.

Da oggi, caro Carlo, non conta il “palmares”, non contano le vittorie e le soddisfazioni italiane, estere ed internazionali. Riparti, e qui un omaggio a Troisi, ricominci da tre. Da quei tre anni che contano ma che allo stesso tempo non debbono contare. Ritorni alle origini e ti rimetti in gioco con o senza il trentunenne senza volto e senza nome di cui tanto si parla.

Riparti da Napoli e dal Napoli e Napoli ed il Napoli ripartono da Carlo Ancelotti. Sembra semplice e lineare ma non lo è e non lo sarà.

Occorre tracciare le nuove linee, cercare i nuovi “passaggi” che determinate geometrie non permettevano di vedere, bisogna divertirsi senza farsi prendere dal confronto/scontro serrato e, alla lunga, fine a se stesso con chi è arrivato davanti e con chi è arrivato dietro rispetto all’ultima stagione.

C’è ora e qui il Napoli di Carlo Ancelotti che inizia la sua avventura, la sua stagione.
Per quanto detto sopra non si può che terminare con una frase di Carlo Maria Martini: “non lasciarsi andare a giudizi negativi sui tempi vissuti o anche sul tempo presente in confronto con quelli passati”.

Michele Laperuta

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