Sette milioni e mezzo di poveri forse sono ancora pochi

Per il ministro Padoan certamente son pochi, visto che “argutamente” appena pochi giorni fa aveva pensato di aumentare ancora l’Iva.

Non ha capito, non ha letto, non conosce, non sa lo stato dell’ economia del nostro paese, butta cavolate così a casaccio, un po’ come gli gira, senza neanche rendersi conto che un provvedimento del genere avrebbe reso la vita definitivamente impossibile a quella maggioranza di indigenti che si concentra tra i pensionati, che del cuneo fiscale non se ne fanno un fico secco.

Come, sempre di quel cuneo fiscale, non se ne fanno un fico secco neanche i pochi lavoratori rimasti, visto che ad ogni crisi gli si presenta un referendum farsa dove o accetti decurtazioni del tuo stipendio o ti danno un bel calcio nel sedere (Alitaia, Almaviva e Gepin contact gli ultimi esempi).

La ripresa non solo non c’è, non c’è mai stata, se non negli annunci di Renzi e dei suoi aficionados. Siamo ultimi in Europa, solo la Grecia, guidata da un altro sinistro, sta peggio di noi, ma il nostro establishment sta facendo di tutto per raggiungerla e superarla.

Notiamo, con orgoglio, che mentre crollano ponti e strade, l’unica cosa che rimane ben salda al suo posto, incollata sulla poltrona, è la fallimentare classe politica protagonista prima ed unica di tutti i fallimenti, di tutti gli intrallazzi, di tutti gli sfasci e di tutte le corruttele di questi ultimi 20 e passa anni.

L’Istat che ogni tanto timidamente cerca di dare i dati reali, che domani saranno sconfessati da una marea di 0,1 per cento in più che faranno twittare Renzi per tutto il pomeriggio, fotografa una situazione indegna di un paese civile, una situazione che colpisce esclusivamente ceto medio e parte debole del paese.

Se fosse possibile avere dati separati che portassero alla luce i privilegi indecenti dell’intera classe dirigente italiana, le centinaia di miliardi che buttiamo per mantenere, nel vero senso della parola, figli e parenti di questa gentaglia, ci renderemmo conto ancor meglio del come e del perché questa gente non ha voglia né bisogno di capire nulla e vuol continuare su questi binari sino a che glielo permetteremo.

Sette milioni e mezzo di poveri per loro son niente…per noi ?

 

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