SEGNO DEI TEMPI (di Luciano Medusa)

Tutto si è ridotto in finanza ed economia.

Non c’è più politica, c’è profitto, manovra economica, propaganda per le elezioni imminenti, c’è il loro “lavoro”, il loro studio, il sudore versato per riuscire a conquistare, ad aumentare o a conservare “potere”. Tutto è in mano a pochi! Pochi che si mischiano, si confrontano, si accordano e, a volte, fanno finta di litigare. Famiglie intere che comandano dovunque e specialmente nei posti chiave, in modo da “appararsi”, “aiutarsi”, “promuoversi”, “nominarsi”… tutto tra di loro. Mariti, mogli, padri, figli, amici e anche nemici che hanno scoperto che coalizzarsi, ma facendo sempre finta di essere nemici, conviene ad entrambi le parti. Le varie parti fanno finta di essere contro, il loro dissentire è un monito. E’ come se dicessero: “Sta attento, che se non mi dai la mia parte, ti faccio guerra davvero!”

E poi c’è il resto. Quelli con un ideale, quelli che, fortunati, lavorano ancora, anche se si decide di diminuire gli stipendi, se si tolgono i diritti che padri e nonni, in lotte, anche sanguinose, sono riusciti a conquistare. Quei diritti che i “finanzieri” gli “economisti” ti convincono che sono dei privilegi. Tutti attenti affinché l’uno stia contro l’altro, perché insieme si fa una forza, quella che loro temono di più, che li potrebbe destabilizzare. Allora bisogna creare gruppi opposti: i ricchi e i poveri, gli occupati e i disoccupati, i maschi e le femmine, i normali e gli omosessuali, i nazionali e gli stranieri, azzurri e bianconeri, celesti e giallorossi. Con i gruppi che danno ragione agli uni e torto agli altri ed altri che fanno il contrario. Gruppi che fomentano odio, divisione, disprezzo, violenza verso gli altri. Creando la paura dell’altro e specialmente del diverso da sé. Divisi, così ci vogliono, impauriti, così siamo più controllabili, meno capaci di organizzarci e di lamentarci.

Abili a dare ad hoc un “contentino”, una leggettina, un’ una tantum, un decretino. In modo da sopire gli animi degli uni, per poi scontentare questi e sopire gli animi di chi prima era stato accontentato e non lo è più. Mai “INSIEME”, non bisogna creare “ASSEMBRAMENTI”, questi, si sa, i dittatori li hanno sempre temuti, contrastati e repressi.

C’è bisogno, però di distrarre, di sopire, di addormentare e tenere buoni anche chi, in un certo qual modo, riesce a pensare e ad indignarsi e, mosso dalla rabbia, organizzarsi, allora via con le TV! Programmi demenziali a iosa. E non parlo solo delle Tv di stato, tutte! (Ricordate, sono tutti amici che fanno finta di non esserlo). Disabituare al pensiero, alla creatività, al DISSENSO. Occupati in tutt’altre faccende: festival, giochi a premi, telenovelas, fiction, sport, serie televisive, internet, social network. I teatri, meglio chiuderli, i teatranti sono meno controllabili. Diamo spazio alla risata becera ai danni della satira, diamo spazio al teatro vuoto e comico ai danni di quello di contenuto e altrettanto comico. Saremo sempre più occupati al “vano”, DIVISI e, quindi, sempre più FERMI e sempre meno ATTIVI e sempre meno DISSIDENTI.

Le dittature ci vogliono poveri, perché così siamo più controllabili e condizionabili e più occupati a “guadagnarci la pagnotta” che ad andare contro i “governanti”. Che periodo di merda! Spero, ardentemente, che questo che ho scritto non sia vero, che mi sbagli… ma per adesso è quello che vedo.

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