Scatole vuote

Persone vuote dentro scatole vuote, involucri raffazzonati alla meglio, impupazzati e rinominati senza ritegno, puntando su di una memoria che ormai dimentica anche quanto accaduto poche ore fa.
Scatole che vomitano parole profanate e violentate, delle quali le persone vuote ne hanno sbranato il reale contenuto e senso; scatole divise, ma comunicanti tra loro nel nulla che producono e rivendicano.

Per la bugia delle urne serve uno show condito in tutte le salse dell’ipocrisia e della falsità, di cui sono i protagonisti da quando calcano questo indegno palcoscenico che ancora qualcuno chiama politica.

Nell’arena dei loro inciuci, quel Parlamento vilipeso e mortificato dalla loro sola presenza, nelle stanze della loro irrefrenabile ed insaziabile corruttela, lavoro, democrazia, sanità, scuola, ambiente, diritti saranno il menu della loro abbuffata e della spartizione.

Appalti, lavoro, cure mediche, diritto alla scuola, libertà individuali, diritti costituzionali divengono la merce di scambio concessa, con il contagocce, ai fedeli in cambio di quel voto che serve a legittimare ciò che è marcio ed è irriformabile.

Gli stessi improvvisati sedicenti onesti ed improbabili rivoluzionari di ritorno nei fatti divengono il bastone d’appoggio di un sistema che non ha più alcuna legittimazione, in ciò che produce e non produce e nella corruzione che lo pervade.

Chi percorre le stesse strade non vuole cambiarne la meta, vuole solo modificarne, in parte, le asperità e la storia ha da sempre dimostrato che questa è la più grande bugia che sia mai stata detta.

Il Pasquino

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