QUESTO È IL MIO PAESE. (di Nicola Ambrosino)

L’aggressione di Ostia, l’assenza delle Istituzioni, del Prefetto, delle forze, forse, dell’ordine, di quello Stato che ci chiede i soldi per rappresentarci, ma che non è capace neanche di difenderci dalla malavita … la denuncia nella rima di Nicola Ambrosino.

 

Nelle periferie romane ci sono i manganelli;
operai in sciopero davanti ai lor cancelli;
aggression brutali, a colpi di testate,
bruti sempre liberi per le lor bravate.

Grandi territori, già “Terra di nessuno”;
dove mai si trova carabiniere alcuno;
terre di conquista di mafie e camorristi,
di ndrangheta e di droga, narrazioni tristi.

Questo è il mio Paese, dove un candidato,
da voti della mafia, viene ben votato…
e dopo qualche giorno, per grande corruzione,
lo portan trafelato, correndo, poi in prigione.

Questo è il mio Paese, italico bordello,
ricco di culture, ma privo di cervello;
dove per un piatto di pessima minestra,
si baratta il proprio voto dandolo alla destra.

Non è che la sinistra sia posta molto meglio;
si affidano le sorti a soggetto poco sveglio;
solo molto pieno di forte egocentrismo,
di grande supponenza e tanto qualunquismo.

Ma cio’ che a me dispiace di questo mio Paese
è vedere genti che già si sono arrese;
non vanno più a votare, neanche per cambiare,
dicendo: “Dopotutto…ma chi me lo fa fare!”.

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