Qualche appuntino facendo capolino nel bel castello di don Mauro

Una vacanza di un paio di settimane mi ha tenuto lontano dal blog “Come Gesù” di don Mauro Leonardi.

Però, poiché mi sono affezionato al bel castello (così ho sempre chiamato il blog), non ho potuto fare a meno di leggere ogni tanto qua e là gli interventi degli ospiti del maniero. E non ho potuto fare a meno di prendere qualche appuntino.
Vi è mai capitato d’arrossire al posto di un’altra persona? A me accade ancora oggi, nonostante l’età. E mi è accaduto leggendo l’articolo di un religiosissimo veterinario, il quale per dimostrare che l’amore tra persone omosessuali è contro natura, come se la cosa, tra l’altro, avesse qualche importanza, è arrivato a scrivere sul blog le seguenti parole: «Il retto è strutturato dalla natura per “espellere”, mentre è la vagina che è atta a “ricevere”, il termine stesso vagina cioè “fodero”, è un’indicazione schietta della funzione che svolge, grazie anche alla peculiare struttura del rivestimento più interno, cioè la mucosa, che è totalmente diversa da quella che invece riveste internamente il retto».
Raffinata eleganza. Si tenga conto che il bel castello è frequentato anche da persone omosessuali che, pur essendo abituate in altri luoghi alla volgarità degli omofobi, magari la volgarità, non se l’aspettano in questo luogo.

Non fa arrossire don Sergio, invece, anche se dà fastidio questo continuo ostinato arrampicarsi sugli specchi, da parte di alcuni preti, per dimostrare che l’amore omosessuale è un male. Il sacerdote scrive: «Dire allora che è giusto reprimere certe tendenze “naturali” non equivale ad auspicare una “castrazione” della natura. Questo vale anche per la tendenza ad un rapporto intimo con una persona del proprio o dell’altro sesso, se questo rapporto non ha la giusta finalità».
“Se questo rapporto non ha la giusta finalità”. E quale sarebbe la finalità dell’amore omosessuale che verrebbe vanificata?
E poi, anche in un rapporto intimo tra persone di sesso diverso, chi ha stabilito che vanificarne in certi casi la finalità sia sempre un male? E che anzi in certi casi non possa essere un bene?
E poiché la lingua batte dove il dente duole, il sacerdote scrive ancora (cito a memoria): «Un’affermazione che ricorre spesso su questo blog, è la seguente: “E’ offensivo dire che un comportamento è peccato”. Ma non è vero, infatti nessuno si scandalizza e ritiene offensivo dire che l’omicidio, lo stupro, l’insulto, ecc. siano peccati». Deduzione: non è offensivo dire ad una persona omosessuale che il suo amore con una persona dello stesso sesso sia peccato (e ti pareva?).
Il prete non vede la differenza. Tutti, anche l’omicida sa che l’omicidio è un male, anche il truffatore sa che la truffa è un male, tutti sono d’accordo, ma non tutti sono d’accordo che sia un male l’amore tra due persone omosessuali che si vogliono bene. Le due persone omosessuali possono ritenere santo e nobile il loro amore, come possono ritenere santo e nobile il loro amore due persone non sposate, alla stessa maniera come possono ritenere santo e nobile il loro amore due persone sposate. E moltissime persone sono d’accordo, pur non trovandosi nella stessa condizione. Ora, credersi in diritto di dire ad una persona che il suo amore (santo e nobile per lei e per molti) è un abominevole peccato, è cosa cattiva e ingiusta.
Altra differenza che il prete non vede, è che mentre è facilmente dimostrabile che omicidio, stupro, truffa e via di seguito, sono un male, non è per niente dimostrabile che l’amore tra persone omosessuali sia un male.
E per finire, una domanda: ma questa ostinata intromissione da parte degli uomini della Chiesa, nell’intimità delle persone che si amano, eterosessuali o omosessuali che siano, non è sfacciataggine, cattiva educazione?

Renato Pierri

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