Pensieri mentre passeggio a Colli Aniene, quartiere di Roma

Mi lascio alle spalle il tronco rimasto in piedi, dell’abete che nei giorni di forse vento si spezzò abbattendosi ai piedi della palazzina dove abito.

Abbiamo pensato noi inquilini a liberare il marciapiede ingombro, ma non possiamo tagliare il brutto alto tronco. Quando verranno il giardiniere del Comune a tagliarlo e a controllare gli altri alberi pericolanti e malati? Proseguo lungo il cumulo di spazzatura permanente, cui siamo ormai rassegnati.
Quando vedremo solo i cassonetti, ordinati, senza spazzatura intorno e sopra? Devo stare attento sul marciapiede fuori del cancello, perché l’asfalto è saltato via a causa delle radici degli alberi. Quando lo ripareranno? Attraverso viale Palmiro Togliatti, m’avvio per la strada che porta al parco, devo scendere dal marciapiede perché è occupato da un albero caduto sempre nei giorni del forte vento. Quando provvederanno a toglierlo? Ed eccomi a Piazzale Loriedo. Sosta per un caffè. Che tristezza passare vicino al già bellissimo giardino di Piazzale Loriedo, ora chiuso perché impraticabile. Rami spezzati dappertutto, le piante selvatiche si sono impadronite dei vialetti lastricati, gli alberi caduti mostrano il gigantesco pane di terra cui le radici si aggrappavano. Lo zampillo centrale della fontana continua a svettare verso il cielo. Stranamente. Come una protesta. Fino a quando? Se Virginia Raggi non getta la spugna prima, probabilmente ancora per un paio d’anni. Poi, con l’avvicinarsi delle elezioni verranno a tagliare il tronco spezzato, ad asfaltare il marciapiede fuori del cancello, e il bel giardino di Piazzale Loriedo vedrà ancora nonni e bambini intorno alla splendida fontana. Ma forse anche fino a quando ci saranno cittadini romani che scrivono su “Virginia Raggi facebook: “Virginia sei bellissima, continua così”.

Renato Pierri

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