Pedofilia: problema affrontato con superficialità nel Catechismo

Il prete e scrittore Mauro Leonardi ha lanciato una petizione tramite la Comunità di Avaaz, affinché Papa Francesco provveda a far inserire il termine “pedofilia” nel Catechismo.

Alcuni lettori, sul blog “Come Gesù”, gli hanno fatto notare che nel Catechismo già si parla di abusi sui minori. E’ vero, ma se ne parla in maniera non esaustiva. Non si dà al grave problema la giusta rilevanza. Il Catechismo non prende di petto il peccato della pedofilia, così come fa con altri peccati (o presunti tali) sessuali.

Per rendersene conto, basta analizzare il paragrafo 2389, che recita così: “Si possono collegare all’incesto gli abusi sessuali commessi da adulti su fanciulli o adolescenti affidati alla loro custodia. In tal caso la colpa è, al tempo stesso, uno scandaloso attentato all’integrità fisica e morale dei ragazzi, i quali ne resteranno segnati per tutta la loro vita, ed è altresì una violazione della responsabilità educativa”.

E’ evidente che il paragrafo centrale, importante, è considerato il precedente. Il peccato considerato gravissimo, è l’incesto. Questo è in primo piano, il peccato degli abusi sessuali su minori passa in secondo piano. Inoltre: si parla di abusi su fanciulli (la fanciullezza è il periodo dell’età evolutiva compreso generalmente fra il 6° e l’11° anno”) o adolescenti. Non si parla degli abusi sui bambini. La proprietà del linguaggio è importante quando si affrontano problemi gravi. Forse parlando di fanciulli, i redattori del Catechismo intendevano parlare anche dei bambini? Non sembra, giacché fanciulli e adolescenti più avanti sono definiti ragazzi. Insomma: è sin troppo evidente che nel Catechismo il tema è affrontato in maniera superficiale e insufficiente. Chiedendo al Papa di inserire nel Catechismo il termine “pedofilia”, si chiede che del grave problema si parli in maniera approfondita, esaustiva.
Ma non è strano?

Don Mauro Leonardi lancia una petizione a favore dei bambini, perché di questo si tratta nella sostanza, e qualcuno non solo si astiene dal firmare la petizione, ma addirittura gli muove critiche. Nella sostanza, senza volerlo ovviamente, si schiera contro i bambini.

Renato Pierri

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