Ora gli sparano anche addosso

Migliaia di persone assiepate fuori le mura della vergogna di un continente vecchio e malato, servo degli interessi di quei pochi che l’hanno impoverito ed avvelenato.

Bastoni contro i fili spinati dell’ egoismo dei banchieri e dei ricchi magnati, di quelli che rubano quotidianamente al mondo risorse economiche e speranza, di quelli che sperano noi si muoia prima, per non “pesare” nel loro libro dei conti dove “passivo”  è il diritto delle genti, “attivo” tutto ciò che entra nelle loro tasche a scapito della vita delle persone.

Fili spinati a difendere ciò che non è proprietà di nessuno, se non dei popoli e della loro autodeterminazione, guardie armate e pronte a sparare lacrimogeni contro donne e bambini, a manganellare, a deportare, a cancellare anni di storia per ripetere le vergogne del nazismo sotto la bandiera di un’ unione voluta da burattini ben pagati, ma ben lontana da quell’ umanità che ha sconfitto la barbarie e ha abbattuto quei muri.

Lager chiamati campi d’accoglienza, così come il fuhrer  chiamava campi di lavoro quelli di sterminio, difesa armata di pezzi di terra, lasciati sventrare ed avvelenare dal profitto, da chi chiede solo un spazio per vivere, il dovere di accogliere e di solidarietà diviso in “quote” trattabili e rivedibili segnano il degrado umano di un continente arido e vecchio, destinato a sparire sotto il peso delle sue responsabilità e dei suoi egoismi.

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