Ora attaccano anche il diritto allo sciopero

Un passo alla volta si torna indietro di oltre 70 anni, si cancellano tutti i diritti conquistati con le lotte e le vite di migliaia di persone … questa, secondo alcuni, si chiamerebbe democrazia.

L’articolo 40 della Costituzione è più che chiaro sul diritto allo sciopero. Recita testualmente: “Si tratta di un diritto che la Costituzione non crea, ma si limita a rilevare, in quanto preesiste ad essa … formalmente si tratta di un diritto individuale, di cui il singolo è titolare e che può scegliere liberamente di esercitare”.

Contro quanto scritto si scagliano non solo i padroni, ma soprattutto i loro servi, a cominciare da quei sindacati confederali che lo utilizzano soltanto per rafforzare il loro potere di trattativa con i vari governi, potere di trattativa sui loro stipendi, sulle loro pensioni, sui loro sistematici “salti” dall’altra parte della barricata, nei vari consigli di amministrazione di aziende pubbliche o private, sino a finire nel parlamento, dove sono i primi a proporre leggi che ulteriormente schiacciano diritti e speranze di chi lavora, a differenza loro.

Che la Furlan sia la prima ad attaccare lo sciopero che le sigle sindacali di base hanno promosso in questi giorni non sorprende nessuno. Forte dei suoi emolumenti, ottenuti, molto probabilmente, svendendo in ogni dove le lotte dei lavoratori, ritiene, costei, che quanto scritto dalla Costituzione non valga nulla, come non vale nulla né la sua parola né la sua dignità, dall’alto dei suoi 300mila euro di stipendio.

Gli fanno eco i soliti giornalisti dell’italica penisola, sempre pronti a schierarsi con i più forti e pieni zeppi di quell’ignoranza storica e civica che li ha resi i paladini delle ingiustizie.

Tra poco verranno fuori quei “soloni” ben pagati di un parlamento che non rappresenta più nessuno, se non le mafie ed i corrotti italiani, che, salomonicamente, pian piano, depotenzieranno l’unica arma rimasta nelle mani dei lavoratori, giustificando l’ennesima ingiustizia, l’ennesimo schiaffo alle libertà fondamentali, come il necessario passo verso quel futuro che sa di passato, che puzza di fascismo, che rappresenta appieno il capitale e la sua insaziabile fame di ingiustizia e di potere.

Siatene certi, Cgil, Cisl e Uil, in varie forme e con varie sfumature, rappresentate in ogni dove dai suoi galoppini che come megafoni gracchianti ne duplicheranno la voce, saranno i loro principali alleati.

Siate certi che coloro che ancora sono iscritti a questa marmaglia, saranno complici, anche inconsapevoli, di un atto che peserà sulla vita dei nostri figli.

Siate sicuri che molti di noi, compresa questa pagina e chi la gestisce, ci batteremo per non perdere anche questo diritto.

Non vogliamo un futuro dove ai nostri figli sia negato anche il diritto di ribellarsi … e non molleremo facilmente.

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