Notizie dell’altro mondo: sangue ucraino

Le Monde:  Il giorno più sanguinoso dall’inizio della crisi in Ucraina

La tregua proposta dal potere ucraino mercoledì sera non è mai iniziata. La capitale del paese, Kiev, è stata teatro, giovedì 20 febbraio, di violentissimi scontri tra polizia e manifestanti, asserragliati nella piazza indipendenza. Almeno 67 morti, colpiti da proiettili, mentre i ministri sono in Ucraina per una mediazione. Storia di un giorno che segnerà la vita dell’Ucraina.

Al mattino i manifestanti, trincerati dietro le barricate di piazza Maidan, hanno ripreso parti di territorio persi il giorno prima. Manifestanti con casco e scudi simili a quelli della polizia, hanno attaccato le forze dell’ordine, che hanno dovuto indietreggiare prima di reagire in modo molto violento.

Dalla testimonianza di Radio Svoboda,  gli spari si sono moltiplicati e venivano dalle forze di sicurezza che sparavano su tutto con fucili Kalashnikov. Le vittime venivano trasportate all’Hotel Ucraina, in piazza Maidan, convertito in ospedale da campo. Presso l’Ufficio delle Poste centrale si sono contate decine di vittime.

Secondo le autorità comunali, solo giovedì, sono stati uccisi almeno 67 dimostranti.  Ma il capo del servizio medico del Maidan, contattato telefonicamente nel pomeriggio, parla di almeno cento morti e cinquecento feriti negli scontri con la polizia. Il Ministero della salute parla, invece, di 75 morti dall’inizio degli scontri (martedì).

Le forse dell’ordine hanno perso 3 dei loro uomini, secondo un rapporto, del tardo pomeriggio, del Ministero dell’Interno. La presidenza ucraina ha accusato gli oppositori di usare i cecchini e ha consigliato agli abitanti di rimanere a casa. “I manifestanti sono all’offensiva, lavorano in gruppi organizzati. Usano armi da fuoco, tra cui fucili da cecchino. Sparano per uccidere”. Secondo il Ministero degli interni 67 membri delle forze di sicurezza sono stati catturati dai manifestanti.

Meno informazioni su quanto accade fuori di Kiev, ma sembra che il movimento di protesta si sia allargato ad altre tre città, Ternopil, Ivano-Frankivsk e Lviv. A Lviv da martedì i manifestanti hanno instaurato un governo autonomo e conquistato, secondo l’agenzia France-press, depositi di armi. Secondo l’agenzia Bloomberg gli oppositori al governo hanno occupato stazioni di polizia in almeno altre quattro regioni nell’ovest del paese.

Nel pomeriggio i ministri degli esteri francese (Laurent Fabius), tedesco (Frank- Walter Steinmeier) e polacco (Radoslaw Sikorski) hanno incontrato il Presidente Janoukovitch per cinque ore. Secondo fondi diplomatiche tedesche per studiare un piano per un’uscita dalla crisi. Hanno, di seguito, incontrato i leader dell’opposizione. Uno degli elementi di questa trattativa è stato presentato la sera di giovedì dal primo ministro polacco Donald Tusk: “E’ stato concordato con Janoukovitch che le elezioni parlamentari si terranno entro quest’anno e che si sarebbe creato un governo di unità nazionale entro i prossimi dieci giorni”.

Tuttavia, secondo informazioni, il piano, al momento delle dichiarazioni alla stampa, non era ancora stato firmato da entrambe le parti.

I ministri degli esteri degli altri paese dell’UE si sono incontrati per discutere le eventuali sanzioni contro il governo ucraino. Secondo il capo della diplomazia italiana, bisogna bloccare i visti e congelare i beni di “coloro che si sono macchiati di sangue”. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato Janoukovitch ad accettare l’offerta dell’ Unione europea per favorire un dialogo tra il governo e l’opposizione. Il Presidente Putin ha inviato nella capitale Kiev un suo rappresentante  per una mediazione con l’opposizione.

 

El Pais: Il regime ucraino intensifica la repressione. Il giorno più sanguinoso

Gli ucraini di Kiev non credono ai loro occhi: in questa città europea accogliente e piena di bellissimi edifici, le armi hanno imposto la loro legge. Le notizie sulla presenza dei cecchini hanno costretto i negozi a chiudere le loro saracinesche. Sono i cecchini i protagonisti di questo triste giorno, perché a loro, in gran parte, è stata attribuita la responsabilità dei morti di questo ultimo giorno. Il ministero della salute parla di 75 morti dall’inizio degli scontri.

Nessuna tregua ha retto e la battaglia è ricominciata alle nove di mattina di giovedì, quando le forze dell’ordine hanno cercato di attaccare il Conservatorio dove erano asserragliati i manifestanti. Che fosse questo il motivo o no, la verità è che i manifestanti, ben organizzati ed in colonne, hanno lanciato un’offensiva verso gli uffici governativi.

Molte sono le vittime dei cecchini, tra le quali Alexandr Scherbaniuk, membro del partito di Yulia Timoshenko e reduce dell’ Afghanistan.

Lo stesso ministero della difesa ha confermato l’utilizzo delle armi, giustificandolo come difesa di quei poliziotti attaccati dai manifestanti.

La violenza di queste giornate di sangue ha portato il partito del sindaco di kiev, e lo stesso sindaco, ha rassegnare le dimissioni…Makeenko ha descritto quanto sta accadendo come “la tragedia del popolo ucraino”, criticando i politici e gli oligarchi e ha esortato gli appartenenti al suo partito a formare uno scudo umano tra forze dell’ordine e manifestanti.

 

Washington Post: Il Presidente dell’Ucraina apre al voto anticipato.

Il giorno più sanguinoso della lunga crisi Ucraina ha costretto Yanucovych ad accettare le elezioni anticipate, se questo atto può ristabilire la pace. Uno dei ministri del governo ha twittato, nelle ore in cui più forti si sentivano le esplosioni, che negli uffici c’era il panico.

Con un tributo di 75 morti, dopo una tregua durata solo poche ore, i membri del partito del Presidente cominciano ad abbandonarlo chiedendo alle forze dell’ordine di ttirarsi indietro…di non usare armi da fuoco.

La stessa posizione della Russia di Putin è mutata nella necessità di trovare una risoluzione comune per  risolvere la crisi.

In piazza Maidan, anche all’annuncio delle trattative, non c’era nessun trionfalismo, regnava lo sgomento per l’enorme spargimento di sangue.

“Un’ orribile tragedia sta accadendo per le strade di Kiev e in altre città dell’Ucraina” dichiara Valeria Lutkovska, commissario per i diritti umani del parlamento del parlamento ucraino.

Gli analisti russi hanno detto che il presidente Yanukovych  ha dimostrato di non poter sconfiggere gli oppositori, e che gli ultimi due giorni di scontri hanno dimostrato la sua debolezza.

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