Non tutte le opinioni sono rispettabili…

Accadeva alle volte a scuola che alcuni miei alunni, essendo a corto d’argomenti, chiudevano così la discussione: «Ognuno ha le sue opinioni!».

Al che io rispondevo: «E’ vero, ognuno è padrone di avere le proprie opinioni; ciò non toglie che esistono opinioni giuste, ed opinioni sbagliate; opinioni innocue, ed opinioni nocive. Anche Hitler aveva le sue opinioni».

La lettrice Mariagrazia Gazzato nella lettera su Italians – Corriere della Sera del 13 luglio, “La vicenda di Charlie Gard: ipocrita dare la colpa ai cattolici”, scrive: “Ogni opinione deve essere considerata per quello che è: un’opinione, appunto, e rispettata come tale, sia che venga da un cattolico, da un buddista o da una persona che ha poche competenze in materia o in tutte le materie, ma che vuole contribuire ad un discorso collettivo”. Alla lettrice la stessa risposta che davo ai miei alunni.

La lettrice poi sembra farmi una colpa per le mie conoscenze del Vangelo e dei documenti della Chiesa. Si dà il caso che insegnassi religione cattolica nelle scuole medie superiori. Infine: non ho dato nessuna colpa ai cattolici, ho solo osservato che riguardo al piccolo Charlie “molti cristiani mettono in secondo piano le sofferenze del malato senza speranza, che sicuramente vorrebbe essere lasciato in pace”, così come chiese d’essere lasciato in pace Giovanni Paolo II.

La Chiesa cattolica è contro l’accanimento terapeutico. Nel Catechismo al paragrafo 2278 si legge: “L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie e sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico”.

L’ospedale britannico ha dichiarato: “La condizione di Charlie è eccezionalmente rara, con danni cerebrali catastrofici e irreversibili. I nostri medici hanno esplorato ogni trattamento medico, comprese le terapie nucleosidiche sperimentali. Esperti esterni hanno convenuto con il nostro team che il trattamento sarebbe ingiustificato. Hanno detto che sarebbe inutile e prolungherebbe la sofferenza di Charlie. Non si tratta di una questione di denaro o di risorse, ma soltanto di ciò che è giusto per Charlie”.

Ora, perché ci fidiamo dell’architetto, dell’ingegnere, degli esperti in quella o questa materia, e non ci fidiamo dei medici?

Elisa Merlo

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