Non si uccide così un italiano

No, signori, un italiano può essere ucciso solo da un suo connazionale, ma mai che ciò avvenga per mano di chi viene da paesi altri.

Sarà spietato dirlo, ma sembra che il dolore sia minore, si accetti, con maggiore sopportazione, che ai propri cari sia tolta la vita dal vicino di casa, dall’amico del rione, dalla zia o dallo zio, dal fratello o dalla sorella, dal marito o dall’amante, di nazionalità certificata italiana, piuttosto che sopportare l’onta che, chi viene da paesi lontani, faccia le stesse cose che fanno i nostri assassini.

Certo sarebbe difficile chiedere al nostro governo, difronte ad un omicidio commesso da un veneto, che tutti i veneti siano cacciati dal nostro paese, si potrebbe anche tentare, ma il seguito che avrebbe, tale stupida proposta, sarebbe talmente esiguo da far desistere, da subito, chi anche l’ha solo pensata.

Invece sembra che sia facile accomunare tutti quelli che vengono nel nostro paese, per i problemi che conosciamo bene, nel fascio del “tutti colpevoli”, “tutti fuori”, “tutti criminali”. Non si chiede la giusta punizione per il delitto commesso, come la si chiederebbe per qualsiasi assassino, ma una pena che coinvolga tutti i suoi simili, tutti quelli che fuggono da fame e guerre, sodali nel delitto solo per il colore della pelle, per la paura della morte, per il paese di provenienza, per la fame e la disperazione che si legge nei loro occhi.

E’ più facile perché nessuno busserà alla tua porta per riderti in faccia, per dimostrarti, dati alla mano, che i veneti, come gli immigrati, commettono meno delitti dei napoletani, dei calabresi, dei siciliani, dei lombardi, degli emiliani e così via…che loro, a differenza dei grandi ricchi dello stivale, non sotterrano materiali cancerogeni nei nostri giardini provocando stragi, che non costruiscono ponti e viadotti che cadono con il vento provocando vittime, che non bloccano il flusso dei fiumi che straripano e distruggono intere comunità.

Ma gridare “morte all’immigrato” ora va di moda. Ruspe e Salvini, coadiuvati dai fascisti di Casapound, ne sono il vessillo, quel vessillo, sporco di vergogna e di morti, di sangue e sofferenze, che ha segnato il secolo precedente,  e che trova nell’ignoranza e nella stupidità il suo letame fertilizzante.

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