Non ce l’ho la stoffa dell’amante

Paci è il personaggio di un romanzo. E’ sposata con René, un uomo che la trascura. Ha un amante, una bimba che si chiama Marta e un’ amica che si chiama Stella. Da vent’ anni vive a Roma e si mantiene facendo pulizie.

 

Oggi, amore in macchina.
Non c’è tempo per andare su da te.
Troppo lavoro.
Ci siamo fermati per strada.
Tra un lavoro e un altro.
E facciamo qui.
Mi manchi quando non sono su con te.
Tu dici che va bene.
Che possiamo amare ovunque.
Però lei abita con te.
Dorme nella stanza con te.
Se ha da fare e sta fuori, può recuperare la sera e stare con te.
Io no.
Io sto qui. In macchina.
Tu mi vedi, lo so.
Ma io sto qui. In macchina.
Non è lo stesso.
In macchina sei qui ma mi manchi amore mio.
Non ci ho mai creduto che insieme o lontani è uguale se c’è l’amore.
Qui, in macchina, ci sei ma non ci sei tu.
E così manca anche l’amore.

I sentimenti. I pensieri. Le preghiere. Il cuore e l’amore.
Sono come le bandiere.
Hanno bisogno di un’asta, di un bastone su cui stare.
Su cui sventolare.
Se no sono stracci.
Forse esagero.
Ma mi manchi.
Fare l’amore in macchina è una cosa clandestina.
È una cosa che mette il segreto, il di nascosto, il non si fa, addosso ad una cosa bella.
E la cosa bella diventa equivoca.
Non mi piace.
Amarti, stare con te, vuole intimità, non il segreto.
Non il di nascosto.

Lo so, oggi sto esagerando.
Ma oggi è così, con il lamento.
Non ce l’ho la stoffa dell’amante.
Non le voglio, le cose di nascosto.
Voglio le cose solo mie e tue.
Che dopo sono di tutti perchè prima sono solo mie e tue.
E fanno nascere cose belle. Cose belle per tutti.
Ora esco dalla macchina e porto te.
Porto l’amore mio che sei tu, a tutti.
Pure se a casa non c’è nessuno.
Gli lascio l’amore nelle cose che gli pulisco in casa.
Non ce l’ho la stoffa dell’amante.
A me piace l’amore.

Mauro Leonardi

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