Nella traccia del “solco”

Il senso di quel “Il solco”, che Stefano ed Alberto hanno voluto fermare in un libro, vive nel racconto di due dignità  che si incontrano quasi per caso, quasi senza sapere che la strada che stavano seguendo era la stessa.

A volte basta solo scambiare due parole o anche incontrarsi con gli occhi per capire che quel percorso comune, che ognuno di noi aveva intrapreso in tempi e modi diversi, poteva trovare in uno scritto quel senso che sembrava sbiadito dal tempo passato, da quella memoria collettiva svanita, sommersa sotto quel cumulo di sconfitte che una politica ipocrita e nemica della gente ha camuffato per progresso.

Il loro “progresso”, il loro “mondo migliore”, uccide e devasta, stupra ed offende e non ha paura né delle bombe né del terrorismo, suoi figli legittimi, ma ha terrore della memoria singola e collettiva.

Quella “sicurezza” di cui si spacciano per garanti, è l’arma del ricatto e della paura di cui hanno bisogno per continuare a rubare futuro e speranze, per continuare nella loro opera di devastazione e di morte, supremo premio del loro indegno potere.

Non vogliono che ci raccontiamo, che ci ricordiamo, che ritroviamo quel solco comune, quella trincea che sanno  invalicabile.

Noi proprio per questo l’abbiamo scritto ed autoprodotto, pe’ dispietto contro chi pensa di aver già  vinto, di averci ormai nelle loro mani, disposti a subire ogni sopruso nel nome di totalitarismi camuffati da democrazie.

Lo abbiamo fatto perché siamo certi che in ognuno di noi quel solco sia ancora ben vivo e visibile, basta ritrovarne la traccia e ricominciare a percorrerlo assieme.

Quel solco per tanto tempo ha prodotto frutti maturi e succulenti, segno che chi “arava” e “seminava” sapeva bene come mantenere fertile la terra, poi la siccità  delle idee e dell’organizzazione ha dato mano libera al Potere che è riuscito a mandare al macero interi raccolti “storici” sostituendoli con prodotti avvelenati, cresciuti nelle serre del Potere dove brilla un sole artificiale che non matura, che è privo di calore.  Molti non hanno dimenticato e vogliono rimettere in moto quel trattore che produca e mantenga fresco quel solco per riprendere ad avere nuovi raccolti. A chi a tutto questo vuole relazionarsi i recapiti sono:

gabbiano54@live.it

federici.stefano@fastwebnet.it

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