Napoli / PSG 1 – 1. Applausi di felicità

Il Napoli affronta una squadra del tutto diversa da quella dell’andata.
Al di là delle individualità, che fanno già da sole la differenza, questa volta al San Paolo c’è pure un sistema di gioco e, soprattutto, concentrazione da parte dei francesi.
Dall’altro lato il Napoli è concentrato, messo in campo con il solito raziocinio, ma non ha, non per suoi demeriti, quel brio e quella scioltezza, quasi spensieratezza positiva che non ti fa pesare neanche le giocate.
Capita, quindi, che la squadra favorita, perché il PSG è sempre stato il favorito, faccia gol nel recupero giusto più lungo di quel tanto che basta.
Sembra di rivivere vecchie emozioni, quasi a dire che è un peccato. Quello che è mancato in passato è mancato pure nel primo tempo di questa partita . La disattenzione la paghi, purtroppo.
Ma non è finita. Riecco il Napoli di Parigi e, questa volta non con il PSG di Parigi. Venti minuti di assolo napoletano e solo Buffon salva la porta francese in più occasioni. Ma è lo stesso Buffon che atterra in area Callejon. Rigore. Lo sigla Insigne ed è il giusto pari, chissà se non stretto per la squadra di Ancelotti.
Nel finale le squadre si equivalgono ed un Napoli più stanco tiene testa all’esperienza di Neymar e compagni che tentano di trovare il colpo vincente.
Finisce tra gli applausi e che applausi. Tutto può succedere. La Stella Rossa, prossimo avversario, batte il Liverpool ed è in corsa anche lei.
C’è tempo per pensarci, gli impegni si susseguono ed il lavoro per migliorare ancora non è mai troppo.
“La felicità è un istante, l’accensione di un fiammifero che in quei pochi secondi di luce ti permette di vedere a lungo” dice Andrea Camilleri.

Michele Laperuta

Condividi l'articolo sui tuoi Social Network preferiti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *