Napoli / Empoli 5 – 1. Pericoli

La vera novità di Napoli / Empoli, finita con la larga vittoria azzurra non senza sofferenza ed affanni, è nell’essersi il Napoli scrollato di dosso del tutto ogni precedente bagaglio o fisima.

I segnali si erano visti già in precedenti incontri, ma nella serata del venerdì al San Paolo contro l’Empoli s’è visto Koulibaly comandare, arrabbiarsi, dare indicazioni, incitare. Di fatto se ne è andato il “mito” del “telecomando” di Pepe Reina.
Mi ha colpito questo nel momento di maggior sofferenza, sul due a uno.
Il Napoli non ha giocato una buona partita di fronte ad un Empoli ben strutturato, che ha una sua geometria, una squadra che ha saputo, un po’, attirare in spazi “diversi” i centrocampisti del Napoli (Diawara e Rog) ed un po’ ha goduto di una prestazione non proprio all’altezza dei centrocampisti, compreso Zielinski sulla fascia sinistra.
Detto della sofferenza, denotata – a lunghi tratti – per tutto lo scorrere dell’incontro, il Napoli di Carlo Ancelotti ha saputo far sua la partita facendo leva su una buona, questa volta non ottima, organizzazione e sulle individualità che pure sono importanti. Lorenzo Insigne e Dries Mertens, con le reti, e, quando sono subentrati, Allan e Callejon, con il sobbarcarsi il necessario lavoro, hanno fatto la differenza, non senza dimenticare Milik con il suo gol che ha molta importanza dopo qualche critica piovuta, magari, in maniera smisurata.
Archiviare il successo e fare tesoro delle cose buone e di quelle che non hanno funzionato e trovare i giusti accorgimenti per il futuro, che sia quello prossimo o più lungo termine (Ancelotti ha parlato a fine gare di “avviso ai naviganti”).
Esopo dopo aver raccontato la favola “Il cane da caccia e gli altri cani” conclude: “I pericoli bisogna sfuggirli, non tirarseli addosso per amor del lusso e della vanagloria”.

Michele Laperuta.

Condividi l'articolo sui tuoi Social Network preferiti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *