Napoli con De Magistris, Casapound con i suoi pochi oppositori

Due piazze, una strapiena, l’altra stravuota.

Napoli non si è divisa, come alcuni speravano, ma si è stretta forte attorno al suo sindaco ed alla sua giunta, a chi è stato votato, in larga maggioranza, da tutti i cittadini, a chi da anni è sotto attacco.

Quell’altra piazza, quella vuota, quella disposta a far fallire Napoli pur di prendersi quella rivincita che le urne gli hanno negato, schiuma la sua rabbia raccontando frottole ai pochi giornalisti accorsi.

La manifestazione, in Piazza Municipio, si apre con la lettura di una lettera che Erri de Luca invia in appoggio alla lotta dei napoletani contro questo assurdo debito che vuole uccidere un’intera città.


Il debito ingiusto, quello che l’intera città non vuole pagare, deriva, come anche affermato dalla Corte dei Conti, dai commissariamenti che la città ha subito negli anni ’80 per la gestione del dopo terremoto, dove si sono arricchiti palazzinari e politici di dubbia onestà e quello derivante dal commissariamento per l’emergenza rifiuti, di cui fu protagonista indiscusso tal Bassolino, del PD, dove anche qui fiumi di denaro riempirono le tasche di camorristi, imprenditori e politici, lasciando un territorio devastato da discariche piene di rifiuti pericolosi ed inquinanti e la devastazione dell’intero territorio.


Napoli ha già pagato il suo debito, si grida dal palco dove si susseguono interventi di centri sociali, associazioni e cittadini, in termini di morti e di devastazione ambientale. Dopo 30 anni caricare sulla città ciò che deriva da gestioni “allegre” di quelle emergenze che l’hanno messa in ginocchio non è ingiusto è criminale !
Con i debiti che derivano dall’arricchimento di pochi in tutta Europa sono stati messi in ginocchio interi popoli, a cominciare dalla Grecia. Quei debiti, frutto di gestioni fraudolente di ciò che era patrimonio delle genti, vengono ora ributtati, ancora una volta, su quelle stesse genti, cancellando così quel minimo di welfare che rimane in alcune zone del nostro paese.

L’intero Sud è sotto il ricatto di questi debiti, molti Comuni, non solo Napoli, rischiano il fallimento. Tutto questo è figlio di una politica che non guarda più agli interessi dei cittadini, ma mira solo a scaricare su di loro le proprie inadempienze, i propri furti, le proprie incapacità.

Ma Napoli non ci sta e quei partiti che oggi, tristemente, hanno tentato di dividere la città, già quasi cancellati nelle ultime elezioni, assaporeranno, ancora una volta, la forza di questa gente, la sua determinazione.

“Napoli non si vende”, grida De Magistris dal palco, la gente è con lui … rassegnatevi !


Il Pasquino

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