Napoli: Comuni metropolitani al posto delle Municipalità

Proposti sei Comuni metropolitani per il territorio partenopeo

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero, s’inserisce nel dibattito in corso sul mancato decentramento amministrativo a Napoli, rilanciando una proposta che vede la cancellazione delle attuali municipalità sostituite dai comuni metropolitani.

“ E’ assurdo che a fronte di 24 consiglieri metropolitani per l’area partenopea si continui a mantenere l’attuale assetto che prevede dieci municipalità con ben 300 consiglieri municipali, 20 presidenti ed un numero di assessori che può arrivare sino a 60: tre per ogni municipalità – afferma Capodanno -. Un costo eccessivo per la collettività se si considerano anche le strutture ed il personale necessario, oltre agli emolumenti elargiti agli esponenti elettivi. Anche questo è uno spreco da eliminare e non solo per il capoluogo partenopeo “.

” Stando agli ultimi dati, relativi al 2017 – sottolinea Capodanno – gli impegni di competenza per il solo funzionamento delle municipalità partenopee sono stati di circa 450mila euro, mentre per le spese per le indennità dei consiglieri risulta un importo di poco meno di duemilioni e mezzo di euro che va ad aggiungersi all’oltre un milione di euro per le indennità degli assessori municipali, per un totale di circa 4 milioni di euro “.

“ Peraltro notoriamente, già da quando furono istituite le circoscrizioni, con elezioni dirette, nel 1980, questi organismi del decentramento partecipativo hanno avuto scarso seguito presso le popolazioni amministrate, anche perché prive di reali poteri operativi – ricorda Capodanno -. Utilizzati, alla bisogna, più come meri organismi consultivi ma sovente ignorati nelle decisioni prese a livello centrale “.

“ Molto più costruttivo e operativo – propone Capodanno – nell’ambito dell’area metropolitana, risulterebbe la suddivisione del territorio dell’attuale Comune di Napoli in sei Comuni metropolitani, con elezione diretta e con poteri derivanti dalle vigenti disposizioni di legge “.

“ I nuovi Comuni avrebbero una popolazione media variabile tra i 150mila ed i 200mila abitanti e nascerebbero dall’accorpamento degli attuali quartieri, secondo un criterio meramente geografico – propone Capodanno -. Per ognuno dei sei Comuni metropolitani andrebbero eletti 10 consiglieri ed un sindaco, coadiuvato da una giunta di due soli assessori “.

“ Il progetto, da me elaborato – precisa Capodanno -, prevede un comune Napoli Ovest, corrispondente al territorio degli attuali quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e Soccavo; mentre i quartieri Arenella, Chiaiano e Vomero costituirebbero il Comune Collinare ed i quartieri S. Carlo all’Arena, Stella, S. Lorenzo e Vicaria, il Comune Napoli Centro. I quartieri Chiaia, S. Ferdinando, Posillipo, Avvocata, Montecalvario, S. Giuseppe, Porto, Mercato e Pendino confluirebbero nel Comune Costiero, il Comune Nord riguarderebbe i territori dei quartieri Miano, Piscinola, Marianella, S. Pietro a Patierno, Scampia e Secondigliano ed infine il Comune Est si estenderebbe sui attuali territori di Poggioreale, Zona industriale, Barra, Ponticelli e S. Giovanni a Teduccio “.

“ Con questa proposta non solo si otterrebbe un notevole risparmio economico – conclude Capodanno – ma finalmente si insedierebbe organismi elettivi capaci di dare risposte concrete, operative ed immediate alle popolazioni amministrate, cosa che notoriamente allo stato non avviene “.

Gennaro Capodanno

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