Morire nella norma

E’ una soddisfazione, dobbiamo dirlo anche con enfasi, lo decretano, lo sottolineano le “istituzioni” e gli “enti di controllo sanitario” campano:  in Campania si muore di tumore nella norma.

Il registro tumori, finanziato anche dall’Unione Europea, esce solo con qualche annetto di ritardo, norma anche questa, solo cinque anni. Lo screening sui casi di tumore copre il periodo che va dal 2007 al 2012.

Ebbene i nostri “scienziati” sconfessano il ministro della salute, Lorenzin, quella che possiede il diploma di liceo classico, che aveva accusato i campani di morire per il loro sbagliato “stile di vita”. Invece no, i bambini, almeno quelli che uno stile di vita ancora dovevano acquisirlo, muoiono nella “norma”, all’ interno di una statistica nazionale che prevede, da subito, che si debba morire per tumore.

Se il tumore sia legato o meno all’inquinamento dell’aria e del terreno agli “scienziati” sembra importare ben poco, la cosa che deve emergere è che le percentuali siano compatibili con il resto dello stivale.

In poche parole ci stanno dicendo che mangiare prodotti coltivati in terreni inquinati, respirare la diossina o i fumi dell’Ilva di Taranto, non fa male, anzi è nella loro “norma”.

Quale sia la “norma” è difficile capirlo, nei fatti sembra che sia solo un calcolo numerico e/o percentuale che non si preoccupa, neanche lontanamente, di studiarne i motivi, anzi, al contrario, sminuisce il 6% in più di casi di tumore registrati nella terra dei fuochi definendo tale statistica “poco rilevante”, come altrettanto si impegna a fare sui casi di carcinoma tiroideo (7% in più rispetto al dato nazionale), anche in questo caso ritenuti insignificanti.

Alla presentazione di questo schiaffo in faccia ai familiari delle vittime della terra dei fuochi erano presenti il governatore De Luca ed il consigliere per la sanità  Enrico Coscioni.

Peccato che “illustri” personaggi, di tal calibro, non si siano preoccupati di aggiornare i dati a quanto accaduto sino ad ora, forse sarebbe stato scomodo spiegare l’aumento ormai incontrollato dei tumori infantili e l’assalto che subiscono i laboratori di analisi cliniche del territorio campano che registrano, come da me personalmente constatato, un aumento esponenziale di tumori ritenuti “rari”.

A questa accozzaglia di personaggiucoli da quattro soldi non interessa nulla non solo della nostra vita, ma ancora meno di quella dei nostri figli. Il loro unico obiettivo è cercare di mettere a tacere quello scempio e quel disastro che Stato e camorra, assieme, hanno studiato non solo per la Campania, ma per l’intero stivale.

Gli esecutori materiali hanno bisogno di chi, ieri (Napolitano) come oggi, nasconda le reali responsabilità  e i reali danni creati alla collettività  … ne andrebbe di mezzo quella credibilità  che da tempo immemore molti di noi gli hanno negato.

Giusto per finire, da napoletano attendo, con impazienza, i dati raccolti dal 2013 ad oggi; a me risulta che siano aumentati esponenzialmente i numeri che sino al 2012 sembrano sotto controllo, almeno per chi ha stilato queste statistiche. Sarebbe compito e prima responsabilità , di chi si picca di dirigere il nostro paese e la nostra Regione, informare, nei tempi più brevi (e quindi non cinque anni) la cittadinanza e spiegare, a questo punto, se i fusti contenenti scorie radioattive o materiali inquinanti siano realmente nocivi o, di contro, siano da ritenere per sempre innocui.

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