Morire di cancro, ma con gli immigrati a casa loro

E’ una grande soddisfazione sapere che il nostro paese è totalmente impegnato ad impedire ai migranti di raggiungere le nostre coste.

E’ una soddisfazione che non trova limiti, anche in quei posti, in quei luoghi, come la Campania e la terra di Taranto, per fare due esempi inconfutabili, dove la gente crepa di cancro per far arricchire camorre varie ed imprenditori “illuminati” della prima, della seconda, della terza e pure della quarta repubblica.

Morire di cancro sapendo che l’immigrato sarà aiutato a casa sua ti fa morire sereno, il dolore ti passa, te ne vai con soddisfazione, sapendo che anche i tuoi figli, i tuoi pronipoti, potranno godere di questo favore.
Che importa della bonifica dei terreni, che importa del fatto che l’Ilva uccida da anni un paese intero, compresi operai la cui coscienza non si sa più dove sia, se il nostro lavoro non ce lo ruberanno più, se saremo noi, eroicamente, a lasciarci la pelle difendendo le ingiustizie di chi fa i soldi su di noi.

Una volta liberatici dagli immigrati potremmo liberamente respirare, da soli, i miasmi che abbiamo accettato ci venissero inalati, massacrarci di lavoro in quelle aziende che uccidono i nostri figli, inchinarci e servire il camorrista ed il politico suo referente di turno, che ci ha inquinato acqua e terra, senza che nessun uomo di diversa etnia ci distolga dal nostro quotidiano impegno chiedendoci la carità.

Noi siamo sovranisti, siamo per decidere da soli la nostra morte, non vogliamo intrusioni, a morire da stronzi siamo capaci da soli !

Il Pasquino

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