Mandato, mandante e mandatario (di Nicola Ambrosino)

Quando la satira racconta la politica.

 

 

 

 

Un dì di quel di marzo, abbiam tutti votato
un forte cambiamento, dandone mandato
a chi ci proponeva, gridando ovunque sia,
l’Italia è una Nazione con la sua autonomia.

Dopo ottanta giorni un vecchio mandatario
ha regalato il voto… al “Fondo Monetario”,
trattando il buon Savona da ottuagenario reo,
dicendo: “Chi comanda è quì il Fondo Europeo!”.

Muovendone lo “spead”, con la pistol fumante,
la Merkel s’è scoperto di esserne il mandante;
ha imposto a Mattarella malevolo ricatto,
per non modificare il proprio e ghiotto piatto.

Conte, poveretto, trovandosi in tal guaio,
è stato impallinato con Matteo e Di Maio,
e lesto Mattarella, prendendoci pei fondelli,
ha nominato in fretta il fido Cottarelli.

Or nel Parlamento un governo in minoranza
perpetuerà il “banchetto”, avendone cibanza;
e grazie a Mattarella, continuerà l’andazzo…
“Io sono il Presidente…e voi non siete un cazzo!”.

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