Malattia, disabilità e pensioni secondo il signor Boeri

Stupirsi che in Italia chi paghiamo troppo profumatamente per gestire le Istituzioni pubbliche sia indegno di farlo non è più neanche una sorpresa.

Tito Boeri prima di divenire il “maxi” dirigente dell’Inps, è stato consulente del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, della Commissione Europea e del governo Italiano, dai quali deve avere acquisito i “fondamentali” del suo pensiero alquanto distorto e poco attinente alla verità.
Ma chi lavora per difendere la propria posizione, a scapito anche di milioni di cittadini, non certo è capace, soprattutto in quest’epoca, di dire realmente le cose come stanno, anzi, se può, riesce anche a toccare il fondo, come il nostro signor Boeri sta facendo in questo suo mandato che lo ha più volte visto protagonista di esternazioni sempre e soltanto nel solco consentito da chi gli ha fatto scuola e lo ha ben pagato.
In quelle conferenze stampa, nelle quali i giornalisti ormai fanno solo da sterili portavoce, il signore di cui sopra ha avuto da ridire sulla proposta di legge del nuovo governo di cambiare la legge Fornero. I conti dell’ Inps andrebbero in crisi, dice lo stesso, non riuscirebbero a coprire i costi che devono affrontare.
Ma questo signore conosce la storia dell’Istituto che guida o spara un po’ a casaccio le sue poco sensate reprimende alla nuova legge ?
Il signore in questione sa, o fa finta di non sapere, che l’Inps ha dovuto, per decreto, inglobare il fondo pensioni dirigenti che nel 2013 ha significato un buco di bilancio pari a 3,7 miliardi di euro. Pensioni non calcolate con il metodo contributivo e che dovrebbero avere una decurtazione di circa il 40% di quanto percepito.
Inoltre l’Inps fu “costretta” anche ad inglobare quelle dei dipendenti statali, per i quali lo Stato non pagava i contributi. e dei lavoratori dello spettacolo, per un aggravio pari a 10,3 miliardi di euro.
Ma il signor Boeri, con le sue “valenti” performance non si ferma qui. E’ del marzo 2018 la sua circolare che invita i medici delle commissioni che controllano invalidità e gravi malattie a negare i sussidi dovuti in cambio di incentivi.
L’Ordine dei medici si ribella ed invita i suoi iscritti a ignorare l’invito di questo “signore”.
Ecco in un paese normale questo individuo non sarebbe solo stato invitato a dimettersi, sarebbe stato dimesso, visto che non rappresenta, in nessun suo atto, i compiti che la sua funzione gli attribuisce, che non sono solo quelli di far quadrare i conti.
Ma siamo in un paese che pensa solo a come non far approdare chi fugge da fame e guerre e non pensa a come far emigrare chi ruba sulla nostra pelle.

Il Pasquino

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