Lui è peggio di me

20 anni di berlusconismo, anti o pro, hanno bloccato l’Italia, dice il premier Renzi, che chiude accordi con Berlusconi per la cancellazione dei diritti costituzionali e ha mantenuto la poltrona grazie ai suoi voti.

Rispondono piccati D’Alema e Prodi, quelli che hanno introdotto l’euro, al cambio sfavorevole che noi, sulla nostra pelle, conosciamo, ed hanno tassato e colpito le classi medie e più deboli del paese, con l’introduzione di nuovi balzelli e con il precariato, che ha totalmente cambiato, stravolto, i rapporti di forza tra padroni ed operai, ed ha costretto migliaia di persone a sottostare al ricatto di un lavoro senza dignità e senza diritti.

Su numeri calcolati a casaccio si scontrano le “anime” di quel partito, il PD, protagonista, insieme a Berlusconi, dello sfascio del paese, travolto da corruzione e malavita, scandali e assunzioni clientelari, lavori pubblici che costano come un viaggio su Marte, figli, figliastri, amici e compari che si appropriano della cosa pubblica spartendosi i sacrifici di chi paga le tasse, per i propri interessi personali, per distruggere un territorio, deviare un fiume, concedere un condono, un appalto, una commessa che inquina, uccide, sfrutta la fame e la speranza dei migranti, costruisce strade e case che crollano.

“Vedo la ripresa” dice il “magnifichetto” Renzi difronte ai 47 posti di lavoro in più e a quella fiducia che l’Istat vede sempre in salita, anche se il reddito cala, le imprese licenziano o passano in mano ai cinesi, che assumono manodopera cinese,  le file alla Caritas aumentano come chi pensa di farla finita o abbandonare, per sempre, questo paese di sordi.

“Lui è peggio di me”, sembrano dire i contendenti di uno scontro politico lontano mille miglia dai reali problemi del paese, ancora assente da quella lotta necessaria alla corruzione dell’intero apparato politico, a cominciare proprio dal PD, ancora muto conto l’evasione fiscale, l’infiltrazione delle mafie nelle amministrazioni pubbliche e nei lavori pubblici, ancora incapace di creare un sistema serio di salvaguardia dei diritti dei più deboli, a cominciare dai disabili per passare ai pensionati e finire alle generazioni a venire, ancora disattendendo promesse elettorali di una regolazione e diminuzione degli emolumenti , delle prebende, dei vitalizi e di tutti i privilegi della casta.

Non c’è una parola, un pensiero, un’ azione, di questa gente, che sia rivolta a migliorare le condizioni di un paese in rovina, se non una eterna campagna elettorale, fatta di accuse reciproche e di statistiche costruite ad hoc, per mantenere e rafforzare gli equilibri attuali, quelli che hanno permesso, a questa classe di ladri ed incompetenti, di distruggerci il futuro e le nostre terre, di riempirsi di soldi e posti di lavoro a nostre spese, di venirci a prendere in giro, dalle tv da noi pagate, per continuare a mangiare sulle nostre spalle…e darci il contentino di scoprire chi, tra chi ci ha rubato, è peggiore dell’altro.

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