Lo spot del meteorite e il nostro “spariretto”

Lo spot del meteorite che annienta incauti genitori, a mio parere geniale, mi ha fatto tornare alla mente un gioco che facevo da bambino con un fratello appena poco più grande di me.

 

A quel tempo non c‘erano telefonini o altri aggeggi con cui smanettare, e del resto, poiché da poco era finita la guerra e c’era tanta miseria e noi appartenevamo ad una famiglia numerosa di modestissime condizioni economiche, anche se i cellulari ci fossero stati, non ce li saremmo potuti permettere. Gli unici giocattoli veri che entravano nella nostra casa in occasione della festa dell’Epifania erano solita la trottola colorata e la rivoltella di latta.

La trottola aveva un perno centrale con sopra un pomello, sul quale occorreva pigiare ripetutamente per far sì che la trottola girasse. Dai buchi laterali usciva una sorta di musichetta. La pistola aveva un tamburo che picchiava su gocce di povere sistemate su un nastro, facendole esplodere. Sento ancora l’odore della polvere da sparo. Per noi era un profumo. Giocattoli veri che duravano poco. Giocattoli e giochi ce li inventavamo.

Il meteorite che annienta, che fa svanire nel nulla, mi ha fatto ricordare del gioco che facevo con Attilio. Entravamo in possesso di un aggeggio inesistente che chiamavamo “spariretto”. Aveva il potere del meteorite dello spot. Faceva sparire le persone antipatiche: questa la salviamo, questa spariretto! via dalla faccia della terra, e questa? questa doppio spariretto. Quante persone facemmo sparire con la fantasia vagabondando per le strade di Carrara? Forse erano più quelle annientate che quelle salvate.

Più grandi, inventammo un altro gioco per le nostre passeggiate. Cominciavano ad interessarci le ragazzine. Ed ogni volta che ne incrociavamo una in via Roma, la strada del passeggio a Carrara: questa la baceresti sulla bocca? Questa sì. questa no, questa sì, questa no… Quante ragazze baciammo e quante ne rifiutammo con la fantasia?

Ho perso quel fratello caro, quando era ancora nel fiore degli anni, non posso più inventare giochi con lui. Forse ne avremmo inventati ancora oggi, nonostante i capelli bianchi. Avremmo fantasticato ancora assieme. Niente spariretti, ovviamente, ma baci sì, anche immaginari, sulle bocche belle delle donne belle.

Renato Pierri

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