L’invisibile piano di Marchionne

Il silenzio sul flop, a tutto tondo, del “piano di rinascita” della fabbrica Fiat del signor Marchionne,  lo rompe il comitato mogli operai mettendolo “a nudo”…con un volantinaggio in tutta la regione Campania, a cominciare da Pomigliano, dove, appena il 26 febbraio, l’azienda prima torinese…ora un po’ americana, un po’ olandese ed un po’ canadese,  ha annunciato altre ore di cassa integrazione… da integrare, però, con 4 sabati di straordinario, senza alcun rientro di chi attualmente è ancora fuori, per rispondere alle richieste di un mercato che vede il Lingotto crollare nella sua quota vendite costantemente.

La bufala…”l’invisibilità” di questo fantomatico piano, cambiato più volte…e che solo le sigle firmatarie del vergognoso e fallimentare accordo hanno ancora il coraggio di difendere (ricordiamolo…sono la Fim/Cisl, la Uilm/Uil e la Fismic) è ben riassunta dalla vignetta che l’ architetto Giancarlo Covino ha preparato per le iniziative degli operai dello Slai cobas e del comitato mogli:  “pensavo che fosse…che almeno sia…ma santiddio!”…esclama un’operaia difronte all’immagine sempre più “chiara” del vero “programma” del superpagato manager canadese.

“Vogliamo tornare a vivere”…e vogliamo farlo nella consapevolezza che oggi, più che mai, gli operai sono soli, abbandonati da quei partiti, da quei sindacati, che hanno smesso di fare il loro mestiere…è il grido che accompagna la distribuzione dei volantini all’ingresso della Fiat di Pomigliano…e che accompagnerà le iniziative di lotta da qui al primo maggio…passando per un 8 marzo non solo delle donne, ma di tutto quel mondo dimenticato dello sfruttamento, chiamato lavoro, e del non-lavoro…di quel ricatto perenne che pesa sulla vita di migliaia di persone, che porta alle lacrime…ai suicidi.

L’appello per una lotta comune, per una denuncia chiara e precisa dei furti che la Fiat ha prima commesso in Italia, usufruendo di miliardi di sovvenzioni pubbliche per poi fuggire all’estero, e che ora si appresta a fare anche in Canada…domani forse anche negli Stati Uniti…nel solco di quella “tradizione” di una impresa “familiare” che non è mai stata capace di camminare da sola, con le proprie gambe…al contrario di quanto affermato dal signor John Elkann nelle sue poco “gradevoli” farneticazioni.

E’ di appena 10 giorni fa la notizia, riportata dal “Sole 24 ore” delle richieste che Marchionne ha fatto al governo canadese. O lo Stato si impegna a dare gli aiuti necessari per “rilanciare”…e dei “rilanci” di Marchionne noi qui in Italia ne sappiamo qualcosa…gli stabilimenti di Windsor e di Brampton o la FCA, la nuova “grande impresa Agnelli”, porterà i suoi impianti altrove…in poche parole…altro paese…uguale ricatto !

Alla luce di quanto accade in Italia, ed altrove, è chiaro che l’appello ad una mobilitazione operaia rimane l’unica strada percorribile, l’unica speranza di riaccendere quella voglia di riconquista dei propri diritti, di quel lavoro divenuto “concessione magnanima”…una mobilitazione dal basso che tolga, definitivamente, la parola, e soprattutto la penna,  a quei sindacati che ancora oggi, all’Alenia di Pomigliano, firmano contratti capestro, sulla falsariga di quelli imposti in Fiat…e ridia voce a quella dignità di cui tanto si parla, ma che tutti hanno timore di coniugare assieme alla parola diritti.

     

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