Le cose amate

Paci è il personaggio di un romanzo. È sposata con René, un uomo che la trascura. Ha un amante, una bimba che si chiama Marta e un’amica che si chiama Stella. Da vent’anni vive a Roma e si mantiene facendo pulizie 

 

 

 

 

Mi piace fare i lavori di casa. Mi piace fare i lavori di ogni casa. Il lavoro, io, ce l’ho con la casa non con la signora. Lo so che tutti dicono che non è un lavoro importante. Ma è perché lo facciamo noi povere sudacas o le italiane che non studiano. Invece è un lavoro importante perché le case sono importanti. Sono cose che se non ce le hai, non puoi vivere.

Quando arrivo nella casa, l’importante è lei non la padrona. Voglio tenere bene la casa, non la signora. Ci sono delle donne di servizio che spruzzano nelle camere gli spray per la casa, così si sente il profumo di pulito e allora la signora è soddisfatta perché pensa che hai pulito, ma io no. Io pulisco proprio. In testa ho tutte le cose che devo fare ma inizio stanza per stanza, mobile per mobile, oggetto per oggetto e mi piace chiudere la porta quando ho finito una stanza, come si fa con i regali. Così, poi, quando tornano a casa, aprono la porta e trovano la sorpresa che è tutto in ordine.

Señor quando tu hai creato facevi così: che quando finivi poi guardavi ogni volta per vedere com’era finita, se stava bene. Io faccio così. Pulisco, divido le cose pulite da quelle sporche, rimetto sopra o rimetto sotto, accendo, spengo, sposto, rialzo e poi, prima di uscire da una stanza, la guardo tutta, e la camera è fatta quando mi piace come è fatta. E chiudo la porta, y ha sido de noche y ha sido de mañana. Lo so che è esagerato però Dio io me lo immagino nel mondo come a casa sua abitata da noi, non me lo immagino in ufficio. Poi, per il resto, le case sono tutte uguali. Le cose preziose non sono quelle che la padrona dice di stare attenta a non romperle, anzi no è proprio meglio che non la tocchi, perché la pulisco io. Le cose preziose sono la tazza in cucina che non c’entra niente con il resto ma è il regalo di Natale di tua figlia, quella che ha fatto a scuola.

Però ogni casa ha l’odore suo. Io da casa, per pulire, mi porto le cose di cui mi fido, ma poi va a finire che uso quelle della casa perché quella non è casa mia e devo lasciarle l’odore suo. A me poi, piace molto, da pulire, la cucina, però le camere da letto sono la cosa più bella secondo me. Le camere da letto hanno tutti i pensieri di tutte le persone che ci dormono, tutti i sogni. Quando la sera finalmente mi siedo sul letto, c’è come una resa. Come un soldato che si toglie lo zaino di spalle quando arriva in trincea, e lo butta a terra. E lascia cadere a terra i pensieri e tutte le cose della testa. La sera, a letto, si è al riparo dalla giornata, una giornata lunga. Allora quando devo pulire la camera da letto di qualcuno ci sto tanto attenta, delicata, non faccio rumore perché non voglio svegliare qualcuno.

Le camere dei bambini sono piene di giochi e i più rovinati sono quelli più amati perché sono i più usati. Quelli tutti nuovi con le scatole nuove, non li usano. Invece nelle camere dei grandi è il contrario. Le cose più amate sono le più belle, le più tenute bene, perché noi grandi le cose amate le usiamo poco. Per non rovinarle. Come l’amore, che non lo usiamo mai se no poi finisce. I grandi hanno le penne belle negli astucci, l’orologio del nonno in cassaforte, le perle della mamma sul velluto sotto le calze nel cassetto. Abbiamo paura che ce lo rubano, l’amore, e lo nascondiamo. Da piccoli invece l’amore è tutto, è come l’aria e senza non si può vivere, non si può respirare e così le cose amate servono per amare. E per vivere. E si consumano di giochi, di vita. Di tanta vita.

Mauro Leonardi

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