L’accoglienza di Napoli per la Lorenzin e De Luca

Ci sono le “mezze pippe”,  e dalle labbra del governatore De Luca abbiamo appreso chi fossero e il perché lo fossero, e poi ci sono anche le pippe, quelle intere, quelle che siedono sugli scranni di chi dovrebbe governare la cosa pubblica ed invece passa il tempo a tirar su di narice destra insultando chi gli pare o a scambiare la stupidaggine per creatività.

La Lorenzin sarebbe dovuta venire a Napoli, non si sa bene a far cosa, visto che quelle poche che fa le riescono tutte male, eppure si sarebbe dovuta incontrare col governatore De Luca per affrontare, sembra, si dice, quel problema sanitario che per la Lorenzin dipende dagli stili di vita, per De Luca dalla scarsità di discariche inquinanti , per i cittadini da chi ha nascosto l’avvelenamento della loro terra e della loro aria.


Il commissariamento, a cui è sottoposta l’intera Asl Campania, è riuscito, in questi anni, a chiudere qualche presidio ospedaliero, ad impedire l’accesso alle cure ai cittadini più disagiati, a ridurre gli esami specialistici a quelli che la Lorenzin riteneva utili, ma non è riuscito a fermare quegli sprechi che si sono concretizzati, ieri ed oggi ancora, in clamorosi esborsi, da parte delle strutture pubbliche in favore di quelle private, per forniture pagate almeno due volte o per esami mai effettuati (11milioni erogati dall’ AslNa3 a…fondo perduto).

Di contro però bisogna dire che le promesse sulle bonifiche dei territori e sulla repressione dei roghi tossici sono rimaste promesse, alle quali però è stata aggiunta quella dose di “sano” ottimismo che contraddistingue l’intero PD. L’invito a fare più figli, anche se non vengono effettuati gli esami necessari sulle popolazioni che vivono in zone inquinate, ed a non fumare gli spinelli, soprattutto con i ragazzi di colore, fanno parte di quella “creatività” idiota, ma divertente, di chi o non capisce niente o fa finta di non capire.


L’accoglienza che i napoletani hanno dedicato al governatore ed alla ministra, che ha disertato l’incontro, si può sintetizzare con il coro che all’unisono è stato gridato sotto l’ Hotel dove presumibilmente erano rinchiusi i rappresentanti non si sa bene più di che cosa. “Jatevenne”…andatevene…”facite cchiù bella figura”….così non fate una figura barbina.


             

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