La sensibilità e l’eleganza di Beppe Severgnini

Con la sensibilità e l’eleganza che lo distingue, Beppe Severgnini su Italians – Corriere della Sera del 3 luglio, scrive: “Pubblicazione, infatti, non vuol dire approvazione (pochi testoni non lo capiscono, alcuni furbacchioni fingono di non capirlo)”.

Un’altra volta con la stessa sensibilità ed eleganza definì vigliacchetti coloro che scrivono lettere ricorrendo a pseudonimi.

Severgnini è fatto così. Ha molto rispetto per il prossimo. Ma chi ha stabilito che pubblicare una lettera con notizie non rispondenti al vero, oppure, ad esempio, palesemente misogine, maschiliste, offensive verso le donne, come è accaduto spesso su Italians, senza mezza parola di commento, non significhi approvarle? Severgnini sembra ignorare la saggezza di un vecchio proverbio: “Chi tace acconsente”.

Non tutti sono in grado di distinguere la notizia vera dalla notizia falsa, l’opinione innocua dall’opinione nociva, deleteria, e pubblicando notizie sbagliate, opinioni nocive, si rischia di far passare messaggi sbagliati, nocivi.

Questa discussione, però, con Severgnini, io già la ebbi in passato, e il bravo giornalista finì per darmi ragione. Lo indussi, infatti, a cancellare la pessima lettera di un signore che negava l’esistenza del femminicidio e a ripubblicarla il giorno dopo con la sua disapprovazione. Adesso sembra essersene dimenticato e chi non si mostra d’accordo con la sua tesi è testone oppure furbacchione.

Renato Pierri

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