La rotta

Quando anche le ultime flebili difese cadono, le restanti trincee vengono travolte dal nemico crolla ogni speranza di resistenza e c’è la rotta, il tracollo, la sconfitta.

In pochi anni, in appena 40 anni, tutto quello che il movimento operaio aveva conquistato, non solo con le proprie lotte, ma con la dignità e la forza dei suoi protagonisti, è stato disfatto, è sparito, sotto le menzogne di un sindacato venduto e corrotto, sotterrato dalle bugie di una sinistra, non solo politica, che già prima non c’era e che oggi dimostra, con maggiore chiarezza, ciò che rappresenta.

Ma la sconfitta è ancora più cocente e devastante per il male che ha iniettato nelle stesse vene delle lotte operaie, nei suoi non più protagonisti, in quelle che ormai sono diventate pedine mosse a comando dagli interessi di chi distrugge vite e futuro.

Sciopero totale all’Ilva, anche in quella di Taranto, in quell’azienda che ha ucciso, nel silenzio operaio e sindacale, migliaia di persone, anche bambini, con i suoi fumi di morte, per una “ristrutturazione” che cancella 4mila posti di lavoro e tutte le anzianità, come jobs act vuole.

Quando la gente moriva, come continua a farlo per le emissioni cancerogene di quell’azienda, nessun vessillo sindacale si è mai alzato per chiedere giustizia, nessuno sciopero totale ha costretto padroni e governo ad intervenire contro un massacro che non porta alcuna dignità, né alcun futuro, ma solo la sconfitta di ogni ideale, di ogni speranza, di ogni coerenza, di ogni lotta, di ogni difesa, di qualsiasi resistenza.

Ed ora siamo alla rotta, nessuno mai risarcirà le famiglie che piangono i loro morti e i posti di lavoro creati sul massacro ora si perdono nel deserto dei valori di quel capitale che non guarda in faccia a nessuno e che sfrutta ed uccide, senza che nessuno dica più nulla.

E’ la rotta, la sconfitta definitiva, il tracollo di un movimento ed anche di un’idea, la fine di un percorso e di un cammino, la resa … e dirlo o scriverlo non serve neanche più a niente.

Il Pasquino

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