La necessita di occuparsi anche di sciocchezze

“Perché una persona intelligente come lei si occupa di simili sciocchezze?”

E’ una domanda che alcuni mi rivolgono ogni tanto. Io ringrazio per il complimento sull’intelligenza, e spiego, sebbene la risposta mi sembri ovvia. Ma forse tanto ovvia non è se a farmela, la domanda, è una persona intelligente. Segretamente m’irrito anche un po’ nel dubbio d’avere sprecato tempo ed energie per scrivere libri, e centinaia di lettere e articoli su delle sciocchezze. Altro che intelligente, mi dico, devo essere proprio uno sciocco.
Vediamo un po’. Io sono persuaso che l’ignoranza, i pregiudizi, la credenza in cose sciocche, possano produrre danni, possano essere una calamità, come malattie o catastrofi naturali. Si pensi a quanto male abbia arrecato a tante creature innocenti la credenza nelle streghe. Credere nelle streghe è una sciocchezza, vero? Ma occuparsi di streghe al fine di dimostrare che credere nelle streghe sia una sciocchezza, pure è una sciocchezza? Ecco, io mi occupo di sciocchezze al fine di dimostrare alla gente che crede nelle sciocchezze, che sono sciocchezze quelle in cui crede. E perché? L’ho detto: perché l’ignoranza può produrre danni più di un terremoto. Combatto, come posso, contro l’ignoranza. Combatto contro le sciocchezze. Per farlo, sono costretto ad occuparmi di sciocchezze.
Ma anche se la credenza in cose sciocche non producesse danni, ugualmente mi sembrerebbe giusto dimostrare a chi crede in una sciocchezza, che è una sciocchezza quella in cui crede. In fondo, dai, è sempre un’opera buona, non è una sciocchezza! E poi, a dire la verità, non è solo fatica, è anche divertimento, mi diverto a smascherare i furbacchioni che inducono gli allocchi a credere nelle sciocchezze. Unisco l’utile al dilettevole.
Certo, se qualcuno mi dimostrasse che sia una sciocchezza dimostrare a chi crede in una sciocchezza, che è una sciocchezza quella in cui crede, sarebbe per me un guaio serio, mi sentirei perduto, distrutto, al punto che potrei anche fare una sciocchezza!

Renato Pierri

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