Il risveglio degli zombie

Non credevo che in Italia esistesse ancora una classe dirigente “illuminata”.
Le uniche “lampadine” che mi era sembrato di scorgere, negli ultimi decenni, erano quelle dell’accaparramento delle poltrone, di spazi, anche ristretti, di potere, di raccomandazioni e raccomandati, di collusioni anche con il peggio del nostro paese, quello mai scalfito da nessun governo.
Ma ora, quasi per incanto, si risvegliano dal sonno “intellettuali”, o autoconsideratisi tali, che rivendicano il loro ruolo di guida morale e materiale del paese, che mettono in guardia, il popolo bue, dagli errori che commettono quelli che hanno votato per ignoranza e stupidità, dai pericoli che ne conseguiranno, rinunciando al “fantastico” mondo che avrebbe avuto la fortuna di ottenere se solo si fosse fidato di chi pappa da decenni su poltrone piazzate in ogni dove tacendo su tutto e tutti.
“Non c’è sviluppo” , “non si incrementa la domanda di lavoro”, “non si risponde all’emergenza povertà”, “non si aiuta l’ambiente”.
Vero, è tutto come prima, né peggio e neanche meglio, tutto uguale, con i soliti giochetti, i soliti personaggi d’avanspettacolo, che calcano le scene di un paese che non è più in grado di esprimersi, che non è capace neanche più di ribellarsi, nemmeno di arrabbiarsi.
Il problema nasce però sulla credibilità che ha questa gente, che ora sembra scatenarsi per rivendicare la propria leadership, le proprie “competenze”, le proprie “capacità” e “conoscenze”.
Viene spontaneo chiedersi questi individui dove mai fossero quando il signor Minniti chiudeva un accordo con la Libia che permetteva l’apertura di campi di concentramento dove i migranti sono stati torturati e violentati.
A cosa mai pensassero quando la povertà in Italia quintuplicava, quando ai pensionati veniva tolto il diritto a vivere con dignità, quando ai disabili venivano cancellati, ad uno ad uno, i sostegni minimi, quando il lavoro veniva tramutato in sfruttamento e ne venivano cancellate regole e diritti, quando si prometteva ai terremotati di aiutarli, e poi li si lasciava soli a morire dal freddo in catapecchie non si sa quanto pagate, quando si regalavano pezzi dello Stato a privati, come le Autostrade , con accordi capestro non per l’acquirente, ma per chi vendeva, quando la corruzione era, ed è tuttora, a braccetto con parti consistenti delle Istituzioni, quando si inquinavano intere regioni del territorio del nostro paese ed il Presidente della Repubblica ne secretava le notizie.
Forse prima, per costoro, la “democrazia” e la “libertà” facevano soltanto rima con i propri interessi personali, retti e mantenuti grazie al silenzio ed all’appoggio incondizionato a qualsiasi nefandezza; ora la poltrona comincia a tremargli sotto quel sederino che si sentiva al sicuro … e rinasce la voglia di “democrazia” !
Quanto ho scritto non è per nulla un appoggio ad un governo che contesto in ogni suo gesto, a cominciare dalla questione immigrati per finire a quella ambientale, è solo un memo a chi crede che ora ci siano gli spazi per tornare a prenderci per i fondelli.
Per quanto riguarda chi scrive solo una rivoluzione violenta e radicale, che ci liberi da falsi intellettuali ed ignobili profeti, è la strada per dare un futuro, degno del suo nome, a chi ci seguirà.

Il Pasquino

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