Il prematuro giudizio di Scalfari su Papa Bergoglio

In un lungo articolo su La Repubblica del 23 agosto, e riportato sul blog “Come Gesù”, dove lo leggo, Eugenio Scalfari scrive riguardo a Papa Bergoglio: “Francesco ha dentro di sé un’energia rivoluzionaria e un dono profetico, queste sono le sue eccezionalità… “,

e riporta alcune righe del messaggio inviato dal Papa al meeting di Comunione e Liberazione: «Perché dobbiamo soffrire e alla fine morire? Ha ancora un senso amare, lavorare, fare sacrifici e impegnarsi? Che cosa stiamo a fare nel mondo?». E commenta: “Il tema che sta al centro di questo documento papale è racchiuso secondo me nelle frasi che ho qui citato. Esse colgono i problemi, le domande, la sofferenza e le speranze che gli uomini si sono posti in tutte le epoche e che oggi più che mai la modernità scatena nei cuori dei giovani e degli anziani, degli uomini e delle donne, dei credenti e dei non credenti. Rispondere a quelle domande realizza l’incontro della Chiesa con la modernità… Alcuni obiettivi previsti dal Vaticano II furono realizzati, ma l’incontro con la modernità no, non è stato affrontato e questo è il compito che Francesco si prefigge. ”.
Sì, ma quali saranno le risposte a quelle domande? Siamo certi che l’incontro della Chiesa con la modernità darà risultati soddisfacenti? Non è prematuro affermare che “un uomo così la Chiesa non lo vedeva al suo vertice da millesettecento anni”? A me pare che Scalfari resti colpito da discorsi del Papa, che spesso non sono una novità.

Scrive, ad esempio, con grande entusiasmo e ingenuità: “Una scintilla di divinità c’è in tutti noi” mi disse il Papa in uno dei nostri incontri. Lui a questo crede: in tutti, di qualunque nazione, etnia, condizione sociale, male e bene, fede o miscredenza, peccato e perdono. La scintilla di divinità c’è in tutti e il Dio in cui Lui crede è unico in tutto il mondo”. Ma guarda un po’.

E’ forse una novità credere che una scintilla divina è in tutti noi? Su l’Unità del 10 settembre 2007, scrivevo: “E se Dio esiste, non avrà trasmesso qualcosa di sé alle proprie creature, una scintilla della sua intelligenza e della sua bontà, rendendole capaci di distinguere il bene dal male, a prescindere dal fatto se credano o non credano nella sua esistenza? Basta negare l’esistenza del sole, per vanificarne la luce e il calore?”. Ma non mi pareva di dire qualcosa di nuovo, anzi, era un’ovvietà.

Renato Pierri

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