Il misogino Massimo Fini e la profezia di Virginia Woolf

Claudia Mori ha trovato insopportabile l’articolo di Massimo Fini contro le donne, apparso su Il Fatto Quotidiano qualche giorno fa.

Eppure bisogna riconoscere che col passare degli anni il filosofo un po’ sta guarendo dalla sua misoginia. C’è una bella differenza, infatti, tra la volgarità delle parole scritte oggi contro le donne e la volgarità delle parole che Massimo Fini scriveva nel 2009. Otto anni fanno la differenza. Il filosofo è diventato più saggio e meno avvelenato contro il genere femminile.

Ecco alcune frasi dell’articolo pubblicato nel marzo del 2009 su Arianna Editrice, su Quotidiano.net, e poi anche su Il Fatto Quotidiano: “Le donne sono una razza nemica”. “Hanno la lingua biforcuta”. “L’uomo è lineare, la donna serpentina”. “Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni”. “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile.” “Per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile.”
Volete mettere? Il cambiamento del filosofo è evidente. Le donne possono essere contente. Certo, è triste costatare che l’età mitica profetizzata da Virginia Wolf sia un’ossessione per qualcuno. La scrittrice scriveva: “Dunque, se è lecito fare profezie, le donne in tempi a venire scriveranno meno romanzi, ma romanzi più belli; e non romanzi soltanto, bensì poesia e critica e storia. Ma certo stiamo guardando lontano, a quell’età dell’oro, quell’età forse mitica, in cui le donne avranno quello che tanto a lungo è stato loro negato: tempo, e denaro, e una stanza tutta per sé”.

Carmelo Dini

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