Il diario di Marta

Paci è il personaggio di un romanzo. E’ sposata con René, un uomo che la trascura. Ha un amante, una bimba che si chiama Marta e un’ amica che si chiama Stella. Da vent’ anni vive a Roma e si mantiene facendo pulizie.

 

 

Amore mio, lo so che ci sei, lo so che sei qui.
Ma mi manchi.
Oggi sono a strati.
Fa caldo o fa freddo?
Ho uno strato caldo e uno freddo.
Marta forse l’ho coperta troppo stamattina.
Oggi pure il cuore è a strati.
Strato freddo, strato caldo.
Ci sei, ti sento, che desiderio. Strato caldo.
Ma non sento la tua voce. Strato freddo.
Vienimi addosso per favore.

Marta ieri scriveva sul diario.
Il diario dei bambini è pieno di pagine piene.
Poco spazio per scrivere e tanti disegni e colori.
È giusto così, hanno poca vita e se la vivono tutta.
Consumo immediato.
Non ha bisogno di rileggersela, di capirla, Marta, la sua vita.

Marta è nuda e trasparente.
Non c’è vergogna.
Loro sono in paradiso.
I diari, le agende dei grandi, sono una pagina bianca e mille pagine bianche.
Senza disegni, senza colori.
Bisogna scrivere tutto tutto tutto.
Dalla prima riga all’ultima pagina.

Invece io che sono piena di vita, ho vergogna di me nuda.
Spogliami tu.
Parola dopo parola.
Strato dopo strato.
Riga dopo riga.
Voglio tornare bambina ma solo con te.
Voglio rinascere da te.
Nuda e trasparente.
Aiutami a riempire di me, di disegni di colori non di parole, le mie pagine bianche.
Liberami dai miei pensieri.
Liberami dalle mie parole.
Fammi scrivere me.
Dio mio quanto ti desidero.
Guardavo Marta scrivere poche parole e disegnare tanto.
Riempire di colore, di lei, di me, di René, sole e fiori ogni pagina.
La vedevo nuda e trasparente.
Ti amo, ti amo, ti do me.
Liberami dai miei strati.
Spoglia anche me.
Aiutami a guardarmi.
Dammi i tuoi occhi per guardarmi.

Mauro Leonardi

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