Il bel suggerimento di don Mauro Leonardi a Papa Francesco

Giustamente, molto giustamente, il prete e scrittore Mauro Leonardi, ospite di Luca Telese nella trasmissione “Bianco e Nero – Cronache italiane, ha fatto notare che nel Catechismo della Chiesa Cattolica è del tutto assente il termine “pedofilia” e che sarebbe bene vi fosse inserito.

Un bel suggerimento a Papa Francesco. La cosa mi ha fatto particolarmente piacere, giacché il 4 agosto 2014, sul Corriere di Puglia e Lucania, oggi Corriere Nazionale, scrivevo: “Sua Santità, dopo lo scandalo dei sacerdoti pedofili, non sarebbe opportuno arrecare una modifica al Catechismo della Chiesa Cattolica? Il Catechismo, alla masturbazione dedica un paragrafo di ben 15 righe. Tante. All’omosessualità dedica tre paragrafi (2357; 2358; 2359), complessivamente di oltre 20 righe. Tantissime. Agli abusi sessuali su minori è invece dedicato un solo paragrafo (2389) di quattro righe e mezza, e un paio di righe in altro contesto. Poche. Pochissime. Inoltre: mentre i termini “omosessualità”, “omosessuali” nel Catechismo compaiono più volte, il termine “pedofilia” è inesistente, e sarebbe quindi impresa vana cercarlo nell’indice tematico. La ragione è che la Chiesa nel passato non ha mai dato eccessiva importanza a questo peccato”.

E perché mai la Chiesa non ha dato mai eccessiva importanza a questo peccato che oggi sconvolge il Papa e tante persone?

Semplicemente perché sino a non molto tempo fa la società, Chiesa compresa, non ha mai dato eccessiva importanza ai bambini. Anzi, diciamo che i bambini sino a non molto tempo fa non contavano un bel nulla. Meno delle donne, che pure contavano ben poco.

Gesù diede importanza ai bambini, ma il peccato della pedofilia sembra essere lontano dal suo pensiero (o da quello degli evangelisti?). Ricordo che i piccoli da non scandalizzare di cui parla Gesù non sono i bambini ma i discepoli, semplici come bambini. Non si trattava dello scandalo della pedofilia. Purtroppo. Se Gesù ne avesse parlato forse la Chiesa avrebbe capito prima la gravità del peccato. Forse.

Renato Pierri

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