Drammatica historia del disservizio sanitario nazionale a Napoli

“Meglio che andiamo appena aprono, altrimenti rischiamo di rimanere per ore in fila”, dissi convinto a mia moglie.
Un prelievo di sangue necessario a stabilire le cure da dover poi dopo seguire.

Ore 8,15 siamo fuori i cancelli dell’AslNa1, Vomero. Già ci si trovano anziani che prendono i nomi per impedire che chi sale prima le scale non abbia rispetto di chi è lì già da tempo.

Siamo tutti in sala, è il momento dell’accettazione, si va secondo la lista stilata fuori i cancelli, ma c’è un problema, un piccolo, ma non tanto trascurabile problema: i terminali sono in tilt e l’accettazione non si può fare, bisogna aspettare che ripartano.

L’attesa dura circa 45 minuti, poi finalmente, ed educatamente, i pazienti si mettono in fila per poter accedere ai prelievi. Dopo il prelievo, e solo dopo il prelievo, si può scendere due piani più in basso a pagare il dovuto “contributo” all’ottimo servizio sanitario che ci stanno offrendo, ma c’è un altro piccolo problemino, anche questo non tanto trascurabile, i terminali per il pagamento sono ancora fermi, bisogna attendere e non si può neanche pagare il dovuto altrove, bisogna farlo per forza lì.

Scendo e salgo le scale come un leone in gabbia, dopo circa 1h finalmente si può pagare. Per un prelievo abbiamo speso solo due ore della nostra giornata.

Accompagno mia nuora al controllo dal ginecologo dell’AslNa1…tra poco sarò nonno e non sto nella pelle. Deve solo far vedere i risultati degli esami e farsi prescrivere i successivi, questione di pochi minuti.

Arriviamo alle 9.30, così ci è stato suggerito le volte precedenti, per non intralciare le operazioni di vaccinazione che vedono decine di famiglie e di bambini affollare la sala di attesa.

Mia nuora è al sesto mese e mezzo, le persone in fila all’accettazione le dicono di passare prima, ma le quattro, e ripeto quattro, persone che occupano la stanza della registrazione, solo per scrivere un nome su un foglio, ci fanno presente che vanno rispettati i numeri d’arrivo, che le donne in gravidanza, anche così avanzata ed anche per un semplice controllo degli esami, non hanno alcuna precedenza e devono mettersi in fila.

Entriamo nella stanza del ginecologo alle 12.45, dopo 3h e 15 minuti di attesa. Il ginecologo neanche la guarda, le scrive gli esami da fare per il prossimo controllo e ci manda via.

Non ho commenti da fare, perché non ci sono commenti che possano descrivere lo schifo ed il disgusto che provo, come non ho commenti da fare su chi viene pagato dal nostro lavoro e dai nostri sacrifici per fare un disservizio del genere, senza mai chiedere che venga migliorato, senza mai porsi alcun problema sui disagi che anziani, disabili, malati, donne incinte hanno da questo disservizio, da questo indecente modo di procedere, molta rabbia si, quella in abbondanza, che tracima da ogni poro della mia pelle e mi urla di fuggire da questo paese di ipocriti e di pagliacci.

Historia finita.

Il Pasquino

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