Del divario tra ricchi e poveri ne parla solo Francesco

Tra le varie emergenze quella che sembra non emergere mai è quella della povertà.

Siamo in un mondo sempre più pieno di poveri, di gente in fuga dalla loro povertà, di gente che muore per la povertà…in un mondo dove chi affama e ruba ricchezze all’intero globo detta quelle leggi che gli permettono di continuare a farlo, dove la politica rappresenta solo e soltanto i loro interessi, dove l’intero sistema economico percorre il loro cammino, dove l’essere ed il non-essere è stabilito solo dal grado di vicinanza che hai con questo sistema.

Di questo si parla molto poco, benché da questo derivino i grandi mali del mondo, il bisogno di trovare un futuro altrove, la rabbia di chi non ci sta, la rassegnazione di chi aspetta solo di morire, il senso di un futuro che sembra non esserci proprio più, se non nelle vite di chi cancella le altrui vite.

“I poveri sono testimonianza della scandalosa realtà di un mondo ancora segnato dal divario tra lo sterminato numero di indigenti, spesso privi dello stretto necessario, e la minuscola porzione di possidenti che detengono la massima parte della ricchezza e pretendono di determinare i destini dell’umanità. Siamo difronte ad un fenomeno di economia che uccide”.

Lo dice chiaramente Papa Francesco e sono le parole più a sinistra che ho ascoltato in questi ultimi anni, volendo escludere il mio amico Alberto che però non parla in Piazza San Pietro.

Non c’è uno, manco a cercarlo con la lanterna, che si ponga seriamente questo problema, che cerchi di arginare questo indegno fenomeno, questa negazione evidente delle libertà e della democrazia, questo omicidio di intere popolazioni, intere generazioni, nel nome della ricchezza di quei pochi che fanno il bello e cattivo tempo, che vìolano leggi e/o le modificano a loro immagine e somiglianza.

Per i poveri c’è la mancia, la carità, quella sproporzionata ed indegna massa di associazioni che sopperiscono, grazie ai soldi dei cittadini, a quello che lo Stato dovrebbe fare per primo, o la paghetta pre-elettorale dei Renzi di turno, che a stento copre la metà del problema italiano, il tutto all’interno di un percorso che non si pone l’obiettivo di cambiare radicalmente il sistema, di consentire una più equa distribuzione del reddito, ma che sì impegna, all’opposto, a ridurre quello derivante dal lavoro dipendente, ad allargare la massa di chi non mangia, ad inasprire i ricatti, ad aumentare le ricchezze e le ingiustizie.

Non siamo difronte ad un problema di colore della pelle, di credenze religiose, di appartenenze politiche, di guerre e/o conflitti che si inventano sul nulla…questo è solo un problema di classe…loro ci stanno affamando, noi dovremmo rispondergli.

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