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Solidarietà ai licenziati politici del Si.Cobas

Assieme alle infamie e alle bugie che la disinformazione ha gettato su Aldo Milani, segretario del Si.Cobas, per la nota vicenda della trappola, organizzata a suo danno, dai vertici della Levoni e da un intermediatore finanziario, tal Piccinini, per accusarlo di aver venduto le lotte dei lavoratori, arrivano anche i licenziamenti per quelli che si ostinano a rivendicare i loro diritti.

COMUNICATO SI.COBAS NAZIONALE

Riceviamo e pubblichiamo, condividendone ogni riga, il Comunicato del SI cobas sulla vicenda di Aldo Milani

Aldo e i “rivoluzionari” a corrente alternata

Ci pregiamo, si abbiamo anche il dovere di dirlo, di avere da subito creduto che Aldo Milani fosse totalmente estraneo alla vicenda, lo abbiamo scritto e riscritto per due giorni interi, perché chi ha conosciuto Aldo non doveva dubitare e non poteva neanche farlo.

Aldo Milani completamente estraneo ai fatti

Aldo Milani completamente estraneo ai fatti…ergo solo una montatura della Levoni d’accordo con la Polizia e con Piccinini e con quella signora che fa il pm pagata da noi e viene in televisione a dire bugie e buttare fango su chi ha lottato con onestà tutta la sua vita. Sarebbe il caso che questa signora fosse immediatamente rimossa dal suo incarico e si aprisse un’indagine sull’operato della Polizia.

Hanno incastrato Aldo Milani

Basta guardare il video, senza farsi condizionare dalle bugie di una questura complice e da quella disinformazione che è diventata ormai il braccio armato di un sistema indecente.

Arrestato Aldo Milani, sindacalista del Si Cobas

Un’accusa che non regge, che sembra costruita apposta per fermare quelle lotte che hanno scoperchiato le nefandezze delle cooperative che sfruttavano i lavoratori della logistica ed i facchini.

Hanno vinto gli operai

Hanno vinto, hanno vinto come era giusto che fosse benché sembrava impossibile che così fosse.

Vento operaio

Sono venuti da Piacenza, da Milano, da Brescia, da Modena,  da Bologna per dare la loro solidarietà ai 5 licenziati dalla Fiat, quelli che per aver inscenato un finto suicidio di un manichino con la faccia di Marchionne sono senza lavoro da due anni.

La svolta di Renzi: rubare si può, scioperare no

Tuona contro lo sciopero del 18 Marzo, non indetto da Cgil, Cisl e Uil (quelle sigle, per intenderci, che hanno i loro dirigenti pagati fior di quattrini) che, a suo dire, avrebbe leso i diritti dei cittadini, ed auspica un rinnovato accordo, sempre con i tre appena citati, per evitare che i lavoratori si organizzino da soli per difendere i loro diritti.

Uno sciopero che non piace ai media italiani

Nel paese del “tutto va bene”, dei dati sciorinati, ad immagine e somiglianza del premier Renzi, dall’ Istat e dallo zero virgola, non si può e non si deve neanche far sapere che fra nemmeno 24 ore, il 18 Marzo per la precisione, i sindacati di base, USI-AIT, CUB e SICOBAS hanno indetto uno sciopero generale.