Camillo Langone ha frainteso il discorso del Papa

Un discorso chiarissimo che non può essere frainteso, può essere frainteso se a pronunciarlo è una persona che ci è antipatica.

Papa Francesco non è simpatico a Camillo Langone, e per questo non ha compreso il senso del discorso del papa alla prima udienza generale del nuovo anno. Scrive, infatti, su Il Giornale del 3 gennaio: “Come cattolico, mi tocca il pontificato di chi è solito parlare a braccio. Che può far rima con casaccio. «Meglio non andare in chiesa» è un’affermazione pericolosa, le chiese sono già disertate abbastanza, speriamo non lo prendano in parola”. Chesterton, un maestro di realismo cristiano, scrive che «se vale la pena fare una cosa, vale la pena di farla male»”.
Ora, io credo che anche un bambino, ovviamente che non avesse in antipatia il papa, potrebbe capire che il discorso del papa non è un invito a non andare in chiesa, bensì ad andare in chiesa smettendo di “odiare gli altri o di parlare male della gente” (trascrivo le parole del papa che Langone ha preferito ignorare). Se la mamma dice alla figlia che è meglio non li lavi i piatti se lavandoli li lascia sporchi, non vuol dire alla figlia che non deve lavare i piatti, bensì che deve lavarli bene. Se dico ad un amico che è meglio non mi aiuti se aiutandomi si lamenta continuamente, non voglio dirgli che non mi deve aiutare, ma che mi deve aiutare senza lamentarsi continuamente. Andare in chiesa tutti i giorni e odiare il prossimo, significa ingannare Dio, la gente e persino se stessi, significa aggiungere colpa a colpa. Non vale la pena.
Langone, cita Chesterton. Sicuramente non ha in antipatia Chesterton, ma sembra non abbia ben capito che cosa voleva dire Chesterton. Se una madre ce la mette tutta per educare bene un figlio (e vale la pena educare bene un figlio), ma non è in grado di svolgere il suo compito, se alle volte sbaglia, vale ugualmente la pena che faccia ogni sforzo per educare bene il figlio. Andare in chiesa per finzione, per farsi vedere dagli altri, per mostrarsi religiosi, non vale la pena. E questo intendeva papa Francesco: “C’è gente che è capace di tessere preghiere atee, senza Dio e lo fanno per essere ammirati dagli uomini”. Non vale la pena che queste persone vadano in chiesa.

Renato Pierri

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