Ad un cornetto è dovuto rispetto, non vi dico se farcito con crema

“E va bene, Mauro, significa che verrò io da te e tu in compenso oltre al caffè mi offrirai anche il cornetto”.

Così avevo scritto, celiando un po’, all’amico prete e scrittore Mauro Leonardi (vedi su L’Huffington Post). E del resto era anche giusto che mi offrisse la colazione, giacché da molto molto tempo aveva espresso il desiderio d’incontrarmi “per mangiare assieme un gelato”, per citare le sue parole.

Ma io, un po’ per pigrizia, un po’ a causa della mia deliziosa fastidiosa timidezza, che non ho perso nonostante l’età (tra un paio di giorni dovrei compierne ottanta, ma secondo me deve esserci un errore), ho sempre rinviato. E questa mattina ci siamo incontrati, ci siamo visti per la prima volta. Lui tranquillo, sereno, abituato com’è ad incontrare sconosciuti, a parlare in pubblico e persino in televisione. Io non ero emozionato come temevo, sebbene la camicia sotto le ascelle ha cominciato a bagnarsi. Le mani, però, le mani non si sono inumidite, come mi avviene spesso quando incontro persone con le quali non ho familiarità.

Abbiamo parlato di diverse cose, del suo blog “Come Gesù”, e persino di Dio, il che con un prete è anche giusto. Io ho parlato molto, lui poco. Io, dentro di me, abbastanza emozionato, lui sereno, tranquillo. Però, poi, ci ho riflettuto. Forse anche lui, nonostante l’apparenza, era emozionato. Perché, altrimenti, quando mi sono avviato alla cassa per pagare il conticino, non si è offerto di pagare lui, ma mi ha subito detto: “Grazie mille”? Sicuramente ha giocato l’emozione per l’incontro. Ma non basta. Un altro segnale della sua nascosta emozione, è stata la maniera con la quale ha mangiato il suo cornetto.

Ad un cornetto è dovuto rispetto, tutto il rispetto che merita una buona brioche. Specialmente poi se accompagnato da un cappuccino. Gli si danno piccoli morsi, si gusta, il cornetto, si assapora, scherziamo? Magari s’intinge anche nella buona bevanda di latte e caffè, nella schiuma della buona bevanda. E invece, con mia grande sorpresa, che ha fatto il caro amico? Ne ha fatto un paio di bocconi, e poiché il secondo era troppo grosso, non è arrivato ad aiutarsi anche con l’altra mano per ficcarselo in bocca? Un vero e proprio scandalo per me, abituato a gustarmelo il cornetto, che se poi è farcito con buona crema, non vi dico.

E così, tornando a casa, mi sono detto che tra la timidezza, la deliziosa maledetta timidezza, e la maniera del mio amico di mangiare il cornetto, preferisco la timidezza, e gustarmi un pezzetto alla volta il cornetto, che non vi dico se è farcito con crema.
Renato Pierri

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