4 DICEMBRE…la notte della Costituzione (di Nicola Ambrosino)

Finalmente, dopo lunga attesa e dopo continui spostamenti in avanti della data, Renzi ci ha fatto sapere che dobbiamo attendere il 4 Dicembre per dargli un forte e chiaro segnale…Nicola Ambrosino glielo invia in rima.

 

Il 4 dicembre ben presto arrivò,
in cui gli italiani VOTARONO NO
e il povero Renzi, perdinci e perbacco,
si ritrovò con le pive nel sacco!

Dopo aver speso, con Boschi e Verdini,
mille promesse e tanti quattrini,
il popol sovrano, d’antica Nazione,
salvò da quel di la Costituzione.

Ai seggi si videro nonni e nipoti
porre nell’urne migliaia di voti,
i partigiani, di epica lotta,
i lavoratori e i “senza pagnotta”.

Quando un papà, a casa rientrato,
dopo segnato il diniego votato,
fiero, guardava negli occhi il bambino,
serafico in volto, di primo mattino.

Giunta la notte, scrutini adempiuti,
restarono Renzi e suoi “bravi” ben muti;
il referendum lì fatto votare…
aveva sancito: “Non ha da passare!”.

Il misero Renzi allor si recò
sul Colle più alto e lì dichiarò:
“Signor Presidente, per ovvie ragioni…
ecco firmate…le mie DIMISSIONI!”.

Giù, nella piazza, s’udivan lontani,
gli “evviva” festosi di bimbi e di anziani,
di padri, di madri, di quei partigiani,
che la Costituzione avean tra le mani.

 

Condividi l'articolo sui tuoi Social Network preferiti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *